Tentato omicidio di un brigadiere dei carabinieri: per la Corte di Cassazione sentenza da rifare

Venerdì 1 Aprile 2022 di Pierpaolo Pierleoni
Il carabiniere Mario Iadonato

MONTEGRANARO -  Accolto il ricorso contro la sentenza di secondo grado, il processo torna alla Corte d’Appello di Perugia. Questo il pronunciamento della Corte di Cassazione, chiamata al verdetto sul tentato omicidio di Braim Bouzroud ai danni del brigadiere dei carabinieri di Montegranaro, Mario Iadonato. 

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Il militare era stato colpito, la sera del 29 giugno 2019, da una coltellata infertagli alle spalle dal nordafricano, dopo che la pattuglia dell’Arma lo aveva riaccompagnato a casa. L’uomo, all’epoca dei fatti 46enne, si era reso protagonista di intemperanze in un bar di viale Zaccagnini a Montegranaro, tanto da richiedere l’intervento delle forze dell’ordine. Una volta riaccompagnato a casa, Bouzroud, ancora ubriaco, aveva impugnato un coltello da cucina ed era uscito di nuovo in strada colpendo il carabiniere al costato. Un fendente che gli provocò una profonda ferita senza, per fortuna, ledere gli organi vitali. Iadonato, trasportato d’urgenza in ospedale, era rimasto per 48 ore in prognosi riservata prima di essere dichiarato fuori pericolo. Il ricorso in Cassazione, presentato dal legale del magrebino, avvocato Simone Matraxia, era imperniato sulla sussistenza del tentato omicidio e sul mancato riconoscimento di alcune attenuanti. 

Tra le tesi difensive c’era anche quella che l’aggressore fosse stato in qualche modo provocato da parte della vittima. Inoltre la difesa ha ritenuto che la pena fosse stata calcolata in modo errato. «La Suprema Corte ha accolto i motivi del ricorso riguardo al trattamento sanzionatorio – commenta l’avvocato Matraxia – Ora tutto torna alla Corte d’Appello di Perugia che dovrà ricalcolare la pena del mio assistito». Il capo d’accusa rimane il tentato omicidio. Bouzroud resta detenuto in carcere ad Ancona, ma visto il pronunciamento della Cassazione, può ora sperare in una riduzione della pena rispetto ai 7 anni di reclusione che gli erano stati inflitti in appello. 

Una sentenza che senza dubbio amareggia la vittima della brutale aggressione e tutta l’Arma dei carabinieri, dai colleghi della caserma di Montegranaro ai superiori, che si sono stretti dopo quel fatto di sangue intorno al brigadiere Iadonato per il ferimento subito.

 

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