Bigioni, c’è l’istanza in tribunale. Calzaturificio Rdb, concordato preventivo. L’azienda di Montegranaro sul portale dei fallimenti

Martedì 18 Agosto 2020 di Massimiliano Viti
Bigioni, c è l istanza in tribunale. Calzaturificio Rdb, concordato preventivo. L azienda di Montegranaro sul portale dei fallimenti

MONTEGRANARO - Arriva un altro segnale della difficoltà della scarpa fermana. Il portale dei fallimenti del tribunale di Fermo ha pubblicato l’accoglimento della domanda di concordato e della domanda di omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti, secondo quanto previsto dalla legge, “di natura liquidatoria” del noto calzaturificio Rdb di RB srl & C. sas, riconducibile alla famiglia Bigioni di Montegranaro. Il tribunale ha nominato Andrea Carbini come commissario giudiziale e ha fissato al 14 novembre il termine entro il quale l’azienda dovrà depositare la proposta del concordato preventivo o di una domanda di omologa di accordi di ristrutturazione.


 
Siamo di fronte ad un‘azienda rilevante per il distretto fermano sia per la sua storia e sia per il ruolo di imprenditore di riferimento della calzatura fermana rivestito da Ronny Bigioni, past president della sezione calzaturiera di Confindustria Fermo, e conosciuto anche per il suo impegno nel mondo della pallacanestro. Alla fine del settembre dello scorso anno, in base alle dichiarazioni rilasciate dallo stesso imprenditore veregrense al Micam, l’azienda sembrava aver trovato la strada per invertire la rotta che l’aveva portata a un declino del fatturato avvenuto negli anni precedenti. Pur in un contesto complicato, le prospettive erano sembrate buone. L’azienda aveva anche investito in tecnologia e non si erano palesate le preoccupazioni emerse poi qualche mese più tardi, tra il 2019 e il 2020.

«Quando ci arrivò la comunicazione dell’apertura della procedura di licenziamento collettivo - racconta Francesco Interlenghi della Femca Cisl Marche che insieme a Luca Silenzi di Filctem Cgil Fermo gestì la situazione che portò poi ad un mancato accordo tra organizzazioni sindacali e impresa - il tutto si concluse con circa 35-40 licenziamenti effettivi». A complicare la situazione arrivò la pandemia che ha evidentemente spezzato sul nascere le velleità di una possibile resistenza e di un rilancio dell’impresa con la struttura e il modello di business allora esistente.

Secondo le organizzazioni sindacali, che «hanno interrotto i rapporti con la proprietà a seguito del mancato accordo», la famiglia Bigioni avrebbe intrapreso un altro percorso imprenditoriale con una nuova società che produce anche delle mascherine. Una riorganizzazione voluta probabilmente per salvare altri posti di lavoro e con la quale la famiglia Bigioni cerca il rilancio. Se la nuova società è attiva e al lavoro, “la vecchia” è ora alle prese con la crisi e si è rivolta al tribunale di Fermo. La notizia non fa altro che confermare le difficoltà di un settore (quello calzaturiero) e di un distretto (quello Fermano-Maceratese) che rischia di cadere a pezzi con gli effetti della pandemia. Un distretto che, vista l’emergenza in corso, non può aspettare gli eventuali benefici portati dall’area di crisi complessa.

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