Aspettando Pitti, le imprese calzaturiere si preparano per il primo appuntamento del 2022: «Ma adesso è molto più dura»

Venerdì 7 Gennaio 2022 di Massimiliano Viti
Aspettando Pitti, le imprese calzaturiere si preparano per il primo appuntamento del 2022: «Ma adesso è molto più dura»

MONTEGRANARO -  Tra mille dubbi gli espositori fermani (una dozzina) si stanno preparando a Pitti Uomo e Pitti Bimbo. Ma la recrudescenza della pandemia ha bruciato le loro aspettative. «Erano alte quando, a novembre, abbiamo deciso di partecipare alla manifestazione. Il Covid le ha ribaltate completamente, dandoci l’ennesima sberla» afferma Giampietro Melchiorri, che parteciperà al salone fiorentino con il marchio Alexander Hotto. Brunello Cucinelli, espositore numero uno di Pitti, ha annunciato che non parteciperà.

 

Ma poche ore dopo il suo annuncio arriva la replica di Raffaello Napoleone, Ceo di Pitti Immagine, che conferma il regolare svolgimento della manifestazione, in programma dall’11 al 13 gennaio a Firenze: «I due eventi vanno avanti con rigorose misure di sicurezza, con protocolli ancor più stringenti di quanto previsto dalle norme più recenti. Pitti ha fatto una scelta sin dall’inizio della pandemia: restare vicino alle aziende, ai compratori, cercare l’interesse dell’intero sistema moda». Alle ragioni degli organizzatori ci sono i dubbi degli espositori, in particolare chi ha collaboratori in quarantena. Molti decideranno all’ultimo momento. C’è chi non invierà personale. Lo spazio espositivo si trasformerà in una semplice vetrina.


C’è chi, prevedendo una scarsa affluenza e per proteggere i propri collaboratori (specie quelli della divisione commerciale), sarà presente con personale ridotto rispetto al passato. Espositori e visitatori stranieri saranno presenti? E i buyer italiani? «Nessuno vuole correre il rischio di essere contagiato e quindi di dover rimanere in casa in quarantena. Gli esercenti dovrebbero chiudere il negozio, i rappresentanti perderebbero l’avvio della campagna vendite» spiega ancora Melchiorri. Pitti sarà una grande incognita. Ma l’imprenditore calzaturiero veregrense trova l’aspetto positivo dell’appuntamento fieristico: «Ha scandito i tempi della nostra azienda perché abbiamo preparato la collezione che, senza Pitti, sarebbe uscita a fine gennaio. E questo è un bene perché in questo modo la campagna vendite può partire prima». C’è anche un nutrito gruppo di espositori che osserva la situazione con più filosofia. Quella del «piangersi addosso non serve a nulla».

Tra questi anche Vincenzo Fortuna di Lidfort. «In passato siamo stati presenti al Pitti senza molte aspettative. Il Pitti resta una fiera di immagine, dove è importante essere presenti. È stato così anche a luglio scorso. Non avevamo aspettative così come non le abbiamo per questa edizione» afferma il calzaturiere di Montegranaro, consapevole che sarà un Pitti sotto tono per via dell’aumento dei contagi. «Non partecipare e stare dentro casa non farebbe bene al business dell’azienda. Oggi, invece, nessuno ti viene più a cercare dentro casa. Bisogna muoversi, con cautela e seguendo le normative».


Il 2022 della calzatura comincia subito con un intoppo. Comunque vada il Pitti non sarà la fiera che gli espositori si aspettavano nell’autunno del 2021 quando hanno inviato l’adesione per partecipare. La speranza è che la parabola dei contagi sarà decrescente quando ci sarà il Micam: in questo caso l’appuntamento è dal 20 al 22 febbraio.

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