Giovanni morto nell'esplosione: area sotto sequestro. I sindacati: «Si faccia subito chiarezza»

Monte Urano, Giovanni morto nell'esplosione: area sotto sequestro. I sindacati: «Si faccia subito chiarezza»
Monte Urano, Giovanni morto nell'esplosione: area sotto sequestro. I sindacati: «Si faccia subito chiarezza»
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Giovedì 21 Novembre 2019, 07:09

MONTE URANO - «A me uccidono i dispiaceri, non il lavoro». Si legge questa frase, nel profilo Facebook di Giovanni Battista Cascone il 29enne di Falconara morto lunedì pomeriggio nell'esplosione alla stazione di servizio Esso lungo la Mezzina. E invece, un destino crudele e beffardo ha capovolto quelle parole, lo ha fatto morire proprio di lavoro, sul lavoro.

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Il giorno dopo, nel luogo della tragedia rimane il silenzio, il vuoto di un’area transennata e posta sotto sequestro, un equipaggio dei vigili del fuoco in presidio fisso, sin dalla notte precedente. Un po’ più distante, un gabbiotto metallico sconquassato intorno alla centralina antincendio, quello dove l’operaio ha perso la vita, travolto da uno scoppio che non gli ha lasciato scampo. Rabbia, disperazione, incredulità si intrecciano per la morte del 29enne, originario di Gragnano e residente a Falconara. A centinaia, tra amici e conoscenti ricordano l’amico, il fratello e figlio affettuoso, il lavoratore serio e professionale, che lunedì si trovava lì per normai lavori di manutenzione. 





«Emergono tanti interrogativi – nota Alessandro De Grazia, leader provinciale Cgil – Ci chiediamo se e quanta manutenzione era stata effettuata nell’impianto, se e quali dispositivi erano presenti per la rilevazione di fughe di gas, se il lavoratore operava con gli adeguati dispositivi di prevenzione, se durante gli interventi l’impianto doveva essere spento. Ad oltre 10 anni dal D.Lgs 81/08, in Italia sono morti oltre 17 mila lavoratori». La Fiom Cgil aggiunge: «E’ chiaro che qualcosa non abbia funzionato come doveva».

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