Creativo da Monte Urano a New York: un premio prestigioso alla sua campagna contro il bullismo

Martedì 2 Novembre 2021 di Pierpaolo Pierleoni
Creativo da Monte Urano a New York: un premio prestigioso alla sua campagna contro il bullismo

MONTE URANO - Viene da Monte Urano, ma vive e lavora a New York come art director nel campo pubblicitario. Nelle scorse settimane Andrea Sabbatini (nella foto) ha conquistato con le sue campagne un premio agli MM+M Awards, il più prestigioso riconoscimento nell’advertising nel campo della salute. Un’altra campagna contro il bullismo si è guadagnata 5 shortlist, delle nominations ai Cannes Lions, premio internazionale della pubblicità di Cannes.

 

Il 41enne creativo originario della provincia di Fermo lavora per Area23, considerata tra le 10 agenzie pubblicitarie più creative al mondo. Ultimamente si è dedicato in particolare a campagne nel campo della salute per gli adolescenti. «Ho sviluppato due progetti – spiega il pubblicitario – il primo è stato elaborare un algoritmo che calcola la proporzione tra insulti sul web e tentativi di suicidio. La conclusione è che ogni 233 insulti sui social, un giovane commette gesti di autolesionismo. Il claim è chiaro: ‘on social media words can kill’, le parole possono uccidere. Questa campagna ha avuto 5 shortlist e in 5 distinte categorie a Cannes». Si intitola invece “Think twice before you type”, Pensa due volte prima di scrivere, il progetto vincitore degli MM+M Awards. Agli scatti che immortalano i volti di alcune persone si sono applicati degli emoji abitualmente utilizzati sui social. «Volevo risaltare la contraddizione tra l’emoji divertito – prosegue Sabbatini – ed il volto reale di chi subisce lo scherno e non si diverte affatto». Stimolante e difficile al contempo, lavorare nel settore pubblicitario a New York. Sabbatini vive nella Grande Mela con la moglie Emanuela, originaria di Porto Sant’Elpidio, ormai da 8 anni.

«Insieme abbiamo condiviso il salto negli States – spiega il pubblicitario monturanese –. In Area23 vivo grandi stimoli, i ritmi e la competizione interna sono elevati, non è facile né entrare, né rimanerci. Col mio team team abbiamo ottenuto risultati gratificanti, ma le celebrazioni durano qualche ora, poi si riparte».

Il rapporto con le Marche e l’Italia resta comunque forte: «Sono legato alla mia terra e resto in contatto con amici e famiglia, mio fratello in particolare. Mi piace, quando torno, ritrovare luoghi e persone che frequentavo. Ho iniziato con piccole campagne pubblicitarie di attività produttive locali, alcuni progetti per marchi più importanti mi hanno fatto notare a New York, dove ho iniziato frequentando per 2 anni una delle scuole più prestigiose d’America, che mi ha aperto le porte di importanti agenzie del settore».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA