Fermo, artigiani "liberi" dalle tasse
dal 3 agosto. Febi: «Sforzi inutili»

Il sindaco Franchellucci, componente direttivo Anci Marche
Il sindaco Franchellucci, componente direttivo Anci Marche
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Sabato 11 Giugno 2016, 12:29

FERMO - A Fermo, nel 2016, un imprenditore artigiano medio paga il 58,9% di tasse, potendo contare su un reddito disponibile di poco superiore a 20.500 euro. Dal 3 agosto smetterà di lavorare per il fisco e inizierà a guadagnare per se stesso e la sua impresa, nel  cosiddetto “tax free day” o giorno della liberazione dalle tasse. La stima è riferita ad un’impresa individuale, con 5 dipendenti, un laboratorio artigiano di 350 metri quadrati e un negozio di 175, con 430mila euro di fatturato e 50mila euro di utili.

Sono gli esiti dello studio dell’Osservatorio sulla tassazione delle Pmi condotto per il terzo anno da Cna Nazionale e presentato ieri pomeriggio in Camera di Commercio dall’associazione fermana guidata da Alessandro Migliore e presieduta da Paolo Silenzi nell’ambito dell’incontro “Tasse&Lavoro, Quanto vale il reddito d’impresa?”.

I dati sono stati illustrati da Claudio Carpentieri, responsabile delle Politiche Fiscali e Societarie di Cna Nazionale, curatore dello studio effettuato su 124 comuni: «Tra il 2011 e il 2016 la città di Fermo ha visto un aumento della tassazione dello 0,3%; il peso totale del fisco sugli artigiani è pari al 58,9%, in linea con il 2015 e minore della media nazionale che è del 60,9%. Per questo – prosegue Carpentieri - nella classifica nazionale delle città più tartassate si piazza al 90 esimo posto. Senza dubbio gli imprenditori non saltano di gioia, eppure negli ultimi 5 anni l’incidenza di imposte e tributi locali registra un -5,6%».

Compito dell’Osservatorio è anche elaborare proposte affinché si possa migliorare il sistema tributario. Da dove cominciare? «Sicuramente dalla deducibilità completa dell’Imu dal reddito d’impresa – ha dichiarato il direttore Provinciale Alessandro Migliore, illustrando le 10 proposte Cna al Governo, recentemente oggetto anche di un’interrogazione parlamentare - dall’Iri (Imposta sul Reddito delle Imprese) e dal criterio di cassa per determinare il reddito. Si può, e si deve. Tre le direttrici operative ci sono una più consistente riduzione della pressione fiscale, il capovolgimento della tendenza a trasferire sulle imprese gli oneri dei controlli, l’uso intelligente della leva fiscale per aumentare la domanda interna”.

 Il punto di vista degli amministratori locali è stato riportato da Nazareno Franchellucci, sindaco di Porto Sant’Elpidio e componente del direttivo Anci Marche, e da Savino Febi, assessore al Bilancio del Comune di Fermo.
«In un quadro fiscale come quello attuale – sostiene Franchellucci – il margine di manovra dei Comuni per andare incontro a famiglie e imprese è molto stretto. Tuttavia l’impegno resta forte”, ammette, citando come esempio l’esenzione attivata a Porto Sant’Elpidio dal pagamento della Tari per chi produce rifiuti speciali. Un’esenzione che a Fermo al momento è prevista solo per le aree industriali, ma per la quale Febi ha annunciato un’estensione: «Si può intervenire a più ampio raggio anche per le aziende artigiane – ha dichiarato – ma ricordiamo che i piccoli vantaggi che i Comuni possono mettere in campo vengono quasi vanificati dall’imposizione nazionale».
 

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