Incidente all’alternanza scuola-lavoro: nuove indagini sulla morte di Giuseppe Lenoci

Incidente all’alternanza scuola-lavoro: nuove indagini sulla morte di Giuseppe Lenoci
Incidente all’alternanza scuola-lavoro: nuove indagini sulla morte di Giuseppe Lenoci
di Domenico Ciarrocchi
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Giovedì 30 Maggio 2024, 03:35 - Ultimo aggiornamento: 12:15

MONTE URANO Altri sei mesi di tempo per cercare di chiarire cosa sia davvero avvenuto e dare una risposta alla morte di Giuseppe Lenoci, il sedicenne vittima di un incidente stradale il 14 febbraio di due anni fa nell’Anconetano durante una trasferta legata all’alternanza scuola-lavoro. Il caso è seguito in Procura ad Ancona e il pm aveva chiesto la chiusura delle indagini: ora il gip ha accolto la richiesta della difesa di andare avanti e fare altri accertamenti. Uno spiraglio per la famiglia che chiede giustizia.

I fatti

«Il giudice - commenta la zia Angela Lenoci - ha accolto le nostre richieste. Noi vogliamo solo capire chi ha autorizzato mio nipote a salire a bordo di quel mezzo, peraltro senza un tutor e senza l’autorizzazione della famiglia e perché si trovasse a 120 chilometri dall’azienda. Anche noi vorremmo che finisse questa lunga agonia, ma vogliamo anche cercare la verità». L’udienza per riaprire il caso si era tenuta lo scorso 22 in tribunale ad Ancona, ora arriva la decisione da parte del gip. La famiglia è tutelata dall’avvocato Felice Petruzzella. Lo stesso legale in occasione dell’udienza aveva ribadito che la richiesta è che si faccia luce su quanto accaduto e capire se quello che è successo costituisca o no reato.

La ditta

Il giovane Lenoci, residente a Monte Urano, era morto nell’incidente in cui era rimasto coinvolto il furgone della ditta di termoidraulica del Fermano su cui viaggiava e che era finito fuori strada a Serra de’ Conti. Il conducente del mezzo ha già patteggiato la pena a un anno e quattro mesi ma per i Lenoci l’attenzione non si può concentrare solo sull’incidente stradale. Ci sono tanti particolari da chiarire, a partire dalla distanza fra azienda e luogo dell’incidente. Per questo era stata presentata una nuova denuncia con la richiesta di archiviazione da parte del pm, ora respinta. Indagato per il caso il datore di lavoro, rappresentato dagli avvocati difensori Roberto Calcinari e Paolo Bacalini.

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