Dopo 35 anni un sacerdote dai Sibillini, cerimonia in Cattedrale per Francesco. Il giovane è originario di Montefalcone, dopo il rito di stasera la prima messa domani in paese

Francesco Capriotti, nuovo sacerdote dei Sibillini
Francesco Capriotti, nuovo sacerdote dei Sibillini
di Francesco Massi
3 Minuti di Lettura
Sabato 18 Giugno 2022, 06:20

MONTEFALCONE APPENNINO - Uno dei momenti più emozionanti della storia non solo di Montefalcone ma di tutto il territorio dei Sibillini. Questa sera alle 20.30, nella Cattedrale di Fermo, il montefalconese Francesco Capriotti sarà ordinato sacerdote dall’arcivescovo di Fermo Rocco Pennacchio.

 
Il significato
Un rito che ha un significato di alta spiritualità per il neo presbitero, per tutta la popolazione dell’area montana e per l’intera arcidiocesi fermana. Molta gente parteciperà a questa celebrazione in presenza e gli altri che non potranno saranno vicini col cuore, con l’anima e col pensiero. La si potrà anche seguire in diretta streaming sul canale Youtube Arcidiocesi di Fermo. Saranno presenti tutti i sacerdoti dell’arcidiocesi, a partire dal parroco di Montefalcone, Smerillo, San Ruffino don Giordano De Angelis.


La scelta
Francesco ha passato gli ultimi 4 mesi nell’unità pastorale di Corridonia, Colbuccaro e Petriolo per svolgere il servizio diaconale e dove tornerà poi per espletare il suo ministero presbiterale. Dopo l’ordinazione di questa sera, domani mattina alle 10.30, nel piazzale antistante la Domus Appennino di Montefalcone, Francesco celebrerà la prima messa. Da ricordare che a chi partecipa alla prima celebrazione eucaristica di un sacerdote novello la Chiesa concede l’indulgenza plenaria. Attese circa 500 persone. Saranno presenti anche qui più sacerdoti e autorità varie a cominciare dal sindaco di Montefalcone Giorgio Grifonelli. Dunque il territorio dei Sibillini, dopo oltre 35 anni, ha un nuovo sacerdote originario di queste zone. Oltretutto di uno dei Comuni più piccoli. Francesco dopo una laurea in Lettere antiche, il percorso di formazione teologica culminato con una tesi su “Il cammino di fede di Nicodemo, esegesi del vangelo di S. Giovanni”, a 36 anni inizia questo nuovo cammino di vita e di apostolato. Come lo vive? «Lo sto affrontando arreso all’evidenza di una grazia che mi ha accompagnato in questi anni – dice Francesco - e che continua a condurmi. Vedo quello che il Signore ha fatto in queste periodo passato nella mia vita e in quella degli altri, facendomi rendere conto che io sono solo uno strumento nelle sue mani».


Il sentimento
«Provo - riprende - uno strano sentimento tra la gratitudine e il senso di sproporzione, perché quello che sto facendo è frutto della grazia di Dio e non dei miei sforzi. E’ l’inizio di un mistero un impegno per la vita che sarà difficile e complesso. Non è un traguardo. Nemmeno un premio per me. Ma una grazia che il Signore mi affida nella mia povertà, perché mi ha guardato».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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