Violenze, gli aggressori ai domiciliari: «Chiarezza sulle spedizioni punitive»

Martedì 22 Settembre 2020 di Sonia Amaolo
Violenze, gli aggressori ai domiciliari: «Chiarezza sulle spedizioni punitive»

FERMO  - Convalida dell’arresto per la 28enne romena che venerdì ha investito il tunisino a Lido Tre Archi e per il fidanzato algerino che ha infierito su di lui a colpi di machete. I due sono ai domiciliari, così ha deciso il Gip Maria Grazia Leopardi. «Al tunisino hanno troncato il braccio di netto - dice un barista - c’era un dito per terra». La guerra tra bande a conclusione di una settimana di inaudite violenze è ancora tutta da chiarire.

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La romena era andata con la sua macchina da 80mila euro in via Moro dove erano radunati i tunisini per avere chiarimenti sulle minacce di morte alla madre e sull’aggressione al fidanzato. Tutto era cominciato lunedì, quando un italiano e due tunisini erano entrati a casa di un 76enne sulla sedia a rotelle in via La Malfa e avevano lasciato l’anziano tramortito a terra, la badante romena ferita e la casa distrutta. Mercoledì i tunisini avevano bastonato il fidanzato della romena, figlia della badante, con mazze da baseball. La guerriglia urbana culminata venerdì con l’ultima sanguinaria spedizione punitiva.

La ragazza è stata minacciata dai magrebini, è quindi risalita in auto e ha chiamato i rinforzi. Sono arrivati il fidanzato con il machete e l’amico con il bastone ed è scattata la resa di conti, finché la 28enne ha spinto sull’acceleratore puntando i tunisini sotto il porticato, ha scavalcato due marciapiedi e ne ha investito uno, lo stesso che il fidanzato e l’amico hanno cercato di finire, ma che è riuscito a scappare verso via Bachelet, dov’è stato soccorso e portato a Torrette. Da dicembre bande di stranieri si azzuffano, dalla mattanza al bar di Porto Sant’Elpidio si sono perpetrate violenze. L’avvocato Francesco De Minicis difende i fidanzati accusati, lei di tentato omicidio, lui di lesioni gravi, e all’uscita dal tribunale ieri ha detto: «Sono confermati i domiciliari, ma la questione è più complessa, ci sono indagini in corso a carico degli altri due».

Gli altri due sono i tunisini e la vicenda è ancora tutta da chiarire. L’albanese ricoverato all’ospedale di Fermo non si è ferito da solo, De Minicis lo fa notare e ha chiesto una riunione nei prossimi giorni perché «bisogna approfondire la questione, alla luce di quanto risulterà sulla vicenda dei tunisini - dice - dovremo valutare l’esistenza di altri procedimenti collegati e lavoreremo per una riunione dei procedimenti, in modo che si chiarisca bene il ruolo di ciascuno di loro».

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