Non c'è pace a Lido Tre Archi: incendio doloso e una rissa come regolamento di conti

Domenica 5 Settembre 2021 di Sonia Amaolo
Non c'è pace a Lido Tre Archi: incendio doloso e una rissa come regolamento di conti

FERMO - Altra giornata nera ieri a Lido Tre Archi, è un far west dove vige la legge del più forte. All’alba è stato incendiato un cassonetto e mucchi di rifiuti in strada e su un balcone in via Segni e in via La Malfa. Nel pomeriggio c’è stato l’ennesimo regolamento di conti tra immigrati in via Aldo Moro. È stato un viavai di mezzi delle forze dell’ordine e soccorsi.

 

La chiamata

Per l’incendio è scattata la segnalazione alle 5 e sono arrivati i vigili del fuoco, una squadra, in cinque hanno spento le fiamme mentre gli agenti di polizia hanno fermato un uomo, potrebbe trattarsi dello stesso che aveva dato alle fiamme due cassonetti una settimana fa. L’individuo è stato fermato e si indaga per incendio doloso. Il regolamento di conti tra uomini di colore è scattato nel primo pomeriggio, è intervenuta sempre la polizia di Stato, due pattuglie stavolta. Sul posto anche la Croce verde con l’ambulanza. Ci sono stati momenti di tensione intorno alle 14 perché un nordafricano, fermato dai poliziotti, per nulla intimorito dalle divise, ha quasi aggredito gli agenti facendosi avanti con le mani e alzando la voce. E’ stata una situazione al limite che ha ricordato l’aggressione agli agenti di alcuni giorni fa. Tutto sempre sotto gli occhi di residenti e turisti affacciati alla finestra o sui balconi. Persone che segnalano al 113. Nel caso del rogo, chi dice di avere visto l’uomo fermato e portato in Questura, fa sapere che «è lo stesso che ha bruciato i cassonetti l’altra volta. Chissà, domani forse toccherà a una persona che passeggia». «Dobbiamo mandare un forte messaggio a tutti: prefetto, sindaco e questore per mettere fine a questa guerra» sbotta un residente. «Dobbiamo mobilitarci – aggiunge un altro – le istituzioni sono troppo tolleranti. Basta uno sbandato a mettere in repentaglio un intero quartiere».

L’associazione

«Il valore delle case è al punto più basso della scala, mentre dilagano attività illegali, prostituzione e spaccio» fa sapere Confabitare, associazione dei proprietari di immobili, e il comitato dei residenti lancia l’ennesimo appello: «occorre favorire una più intensa partecipazione dei residenti, attraverso comitati spontanei, occorre un autentico controllo di vicinato e bisogna creare una rete con altri quartieri per scongiurare il dilagare di fenomeni distorsivi che attanagliano Tre Archi». 

 

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