Violenza sulle donne, in calo le denunce a Porto Sant'Elpidio. Ma c'è un centro che va in controtendenza

Violenza sulle donne, in calo le denunce. Ma c'è un centro che va in controtendenza
Violenza sulle donne, in calo le denunce. Ma c'è un centro che va in controtendenza
di Sonia Amaolo
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Mercoledì 14 Settembre 2022, 04:20

PORTO SANT’ELPIDIO  - Violenza sulle donne, in calo negli ultimi quattro anni gli accessi al Centro antiviolenza della Provincia di Fermo ma, in controtendenza con i dati provinciali, sono aumentati i casi a Porto Sant’Elpidio, più donne elpidiensi hanno fatto accesso al Centro e questo può significare due cose: o che le donne di Porto Sant’Elpidio hanno meno paura di denunciare oppure significa che hanno subito più violenze rispetto alle donne degli altri Comuni del Fermano.

 
L’ipotesi
E’ possibile, purtroppo, che la seconda ipotesi sia verosimile. In base agli accessi allo Sportello risulta che nel 2019 siano state 59 le donne in provincia di Fermo a chiedere aiuto alle strutture preposte, di queste 59, erano 7 quelle di Porto Sant’Elpidio. Nel 2020 sono diminuite le signore che si sono rivolte allo sportello in Provincia, sono state 43, di cui 5 di Porto Sant’Elpidio. Nel 2021 il numero è tornato ad aumentare, seppure non come il 2019, sono state 51 le donne in Provincia che si sono rivolte allo Sportello, di cui 12 erano quelle di Porto Sant’Elpidio. Nel 2022, da gennaio ad agosto, sono state 40 in Provincia a far ricorso al Centro antiviolenza e il dato che emerge è la crescita costante delle elpidiensi, sono state 15 a ricorrervi, il numero più alto degli ultimi quattro anni, e il 2022 non è ancora finito.

«Sono numeri agghiaccianti – dice l’assessore alle Pari Opportunità Emanuela Ferracuti – numeri che smentiscono la narrazione che vuole il fenomeno della violenza sulle donne e del femminicidio in costante calo. Il problema potrebbe essersi amplificato anche per le convivenze “forzate” imposte dalla pandemia». L’assessore ci tiene a lanciare un messaggio alle vittime di violenza, invitando a non avere paura a denunciare. «Attraverso la rete territoriale di sportelli – spiega Ferracuti – si può offrire un servizio più vicino alle donne, in particolare in quei comuni da dove provengono il maggior numero di richieste di aiuto. I colloqui con le operatrici avvengono presso le sedi delle amministrazioni comunali e quindi in spazi ‘neutri’, non identificabili, ai quali si può accedere per tanti motivi. Il servizio è completamente gratuito e aperto a tutte le donne che abbiano bisogno di aiuto».

Di pari passo con l’incremento degli accessi allo sportello a Porto Sant’Elpidio sono andati i casi in cui le forze dell’ordine sono intervenute per allontanare uomini violenti e stalker, segno che la rete del centro antiviolenza funziona e quando i casi vengono segnalati le forze dell’ordine possono intervenire per risolvere. L’Arma dei Carabinieri in particolare è attiva contro la violenza sulle donne, con un impegno sempre maggiore dei militari. L’obiettivo è diminuire il numero dei reati sommersi, all’interno delle mura domestiche.


La convivenza
Un fenomeno che, come evidenziava l’assessore, si è aggravato nel periodo di convivenza forzata, tanto che è stato definito “una seconda pandemia nell’ombra”. Il successo delle campagne informative e della rete antiviolenza è quello di dare coraggio alle vittime che si sentono imbrigliate in situazioni apparentemente senza uscita. Allo scopo è stato sottoscritto sei anni fa un accordo tra i ministri della Difesa e per le Pari opportunità, cui è seguito il rinnovo della collaborazione con l’Arma che ha portato un gran numero di operatori a svolgere attività di sensibilizzazione nelle scuole, con una mappatura dei centri antiviolenza presenti sul territorio, per verificare l’effettiva esistenza ed operatività delle strutture attive nell’ambito dell’assistenza alle vittime.

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