Riparte la corsa ai vaccini, i sindaci tornano in pressing sugli hub: «Adesso servono altri centri»

Sabato 27 Novembre 2021 di Francesca Pasquali
Riparte la corsa ai vaccini, i sindaci tornano in pressing sugli hub: «Adesso servono altri centri»

FERMO - S’allarga la platea dei vaccinabili con la terza dose. E i territori chiedono di riaprire i centri periferici. Dal 1° dicembre, la dose booster potrà essere somministrata anche a chi ha tra 18 e 39 anni. Se tanto dà tanto, alla Don Dino Mancini, tra qualche giorno, torneranno le file. Senza contare la spinta ai vaccini data dal Super Green Pass.

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Ma, far aspettare i loro concittadini fuori al freddo, soprattutto gli anziani, è proprio quello che i sindaci dell’entroterra vorrebbero evitare. Oltre a risparmiargli l’andata e ritorno fino a Fermo, dove, adesso, si viaggia sui 500 vaccini al giorno. Da qui la richiesta di riattivare i centri periferici. Si muove la media Valtenna. Dopo il sindaco di Montegiorgio, Michele Ortenzi, che, nei giorni scorsi, sul Corriere Adriatico, perorava la causa della riapertura, va alla carica Armando Altini.


L’insegnamento
«La passata esperienza – spiega il sindaco di Falerone – ha dimostrato che il centro che abbiamo allestito ha funzionato molto bene. Siamo pronti a riproporlo, a patto di trovare medici di base disponibili e che l’Asur ci dia un appoggio molto più sostanzioso. Non come l’altra volta, quando è stato tutto sulle nostre spalle». Il centro vaccinale della media Valtenna era stato allestito nella palestra comunale di Piane di Falerone. Dieci i Comuni che avevano unito le forze, per un’utenza di più di 15mila persone. Se dovesse essere riaperto, sarà, però, da un’altra parte. Perché nella palestra devono partire i lavori posticipati proprio per i vaccini.


Il luogo
«Abbiamo l’ex Gal, sempre a Piane – dice Altini –, ma prima dobbiamo capire le intenzioni di medici e Asur». Rispetto a Falerone, il problema di Petritoli è dimezzato. Nel senso che, nel centro vaccinale della Valdaso, la volta scorsa, l’Area vasta 4 aveva mandato i suoi infermieri. Il nodo da sciogliere riguarderebbe, perciò, solo i medici di base. Che, già l’altra volta, non erano arrivati a frotte.


La ripresa
«Aumentando la platea vaccinabile – ragiona il sindaco Luca Pezzani –, sarà necessaria una ripresa dei centri periferici. Avendo, il nostro, lavorato molto bene, penso sia il caso di riaprirlo». La sede resterebbe la stessa: i locali dell’Area vasta 4 dati in gestione all’Avis. Che è poi il motivo dell’invio degli infermieri a Petritoli, ma non a Falerone.


La rete
A Petritoli, a mettersi in rete, erano stati quattordici Comuni tra Valdaso e Valdete, «ma a vaccinarsi sono venuti anche da altri territori», fa sapere Pezzani. E rimarca «il ruolo fondamentale rappresentato dal nostro centro, ulteriore dimostrazione di quanto la medicina dislocata sul territorio sia importante». Della questione si sta interessando il direttore dell’Av 4.

Roberto Grinta sta sondando il terreno coi medici di base per capire la reale disponibilità a riproporre l’esperienza dei mesi scorsi. Sarebbe sul punto di riaprire l’hub di Porto Sant’Elpidio, dove l’Av 4 manderebbe un suo infermiere a supporto dei camici bianchi.


Le forze
Che, per bocca del segretario provinciale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), Paolo Misericordia, si dicono «pronti a stare in forze sull’hub di Fermo». Quanto agli altri centri, per la media Valtenna, «c’è un problema di disaffezione da parte dei medici di medicina generale. Mentre a Petritoli il problema è la scarsa rappresentanza di medici, perché la zona è penalizzata dai pensionamenti», spiega Misericordia.


Le prospettive
Per il quale «il rischio è che queste due zone debbano continuare a confluire su Fermo». «Servirebbe – prosegue – che l’Av supportasse questi centri con i sui infermieri. Per farlo, bisognerebbe evitare iniziative estemporanee, poco coordinate ed efficaci che portano via risorse. Situazioni spot che non ci possiamo permettere».

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