Terza dose al via per le persone ultrafragili. «Si parte oggi con Pfizer e Moderna»

Lunedì 20 Settembre 2021 di Francesca Pasquali
Terza dose al via per le persone ultrafragili. «Si parte oggi con Pfizer e Moderna»

FERMO  - Partono oggi le terze dosi per gli ultrafragili del Fermano. I vaccini saranno somministrati in ospedale. I pazienti verranno contattati direttamente dall’Area vasta 4. Sono i primi a ricevere per la terza volta il siero. Si tratta di trapiantati, dializzati e pazienti oncologici e oncoematologici.

 

Anche chi soffre di malattie infiammatorie croniche intestinali, di insufficienza renale cronica o ha contratto l’Aids riceverà, in questa fase, una terza dose, che va somministrata almeno ventotto giorno dopo la seconda. «Parliamo – spiega il direttore del Dipartimento di prevenzione, Giuseppe Ciarrocchi – di alcune categorie molto limitate di persone che riceveranno una dose aggiuntiva, come se il ciclo di base vaccinale non fosse più a due, ma a tre dosi». Saranno somministrati solo i vaccini Pfizer e Moderna: il primo da dodici anni in su, il secondo a chi ha diciotto anni o più. Non c’è ancora una data di partenza, invece, per le terze dosi dei pazienti fragili. La dose “booster”, cioè il richiamo dopo la conclusione del primo ciclo vaccinale fatto di due somministrazioni, riguarderà anche gli ultraottantenni e chi lavora in ambienti «ad alto rischio di esposizione professionale», quindi, per primi, gli operatori sanitari, e andrà somministrata almeno dopo sei mesi dalla seconda dose.


Sul fronte scuola, si chiuderà sabato la prima delle quattro sessioni di test salivari nelle classi del Fermano. I controlli sugli studenti riguardano, per il momento, le primarie Sant’Andrea di Fermo (77 alunni) e Salvadori di Porto San Giorgio (79) e le secondarie di primo grado di Torre San Patrizio (48) e Campofilone (56). In tutto, le scuole “sentinella” individuate dalla Regione sono undici, per un totale di 999 studenti (624 delle elementari e 375 delle medie).


Il 27 settembre toccherà a quelli della seconda sessione e così via, ogni quindici giorni, fino alla quarta. In questa prima fase, a effettuare i test saranno due infermieri dell’Av 4. Poi, gli studenti dovranno fare da soli, a casa, e porteranno i test salivari, che saranno forniti dal Sistema sanitario nazionale, a scuola.


«È importante – fa sapere Ciarrocchi – per monitorare la circolazione virale in una fascia di età che non è vaccinata». A sei giorni dalla prima campanella, gli occhi sono puntati sui contagi. Ci vorrà ancora qualche giorno per capire l’effetto del ritorno in classe sulla curva. Mentre a Roma si ragiona sulle “microbolle”, cioè di mettere in quarantena solo gli studenti che hanno avuto più contatti con un positivo, per ora le regole restano quelle dell’anno scorso: a distinguere tra contatti a basso o alto rischio saranno le indagini epidemiologiche.


Ieri, nel Fermano, la curva dei contagi è tornata a salire. I nuovi casi erano venti, mentre sabato erano stati undici. 147 i positivi in tutta la regione, con un tasso di positività del 5,4%. Resta fermo a quattordici il numero dei ricoverati positivi al Murri: tre in Terapia intensiva e undici in Malattie infettive. Nella Rsa di Campofilone, ieri, i pazienti positivi erano 45. In lieve calo il numero delle persone in quarantena, che passano dalle 405 di sabato alle 400 di ieri.

 

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