Sohaib, l’Appello è stato fissato al 26 giugno: l’estradizione dopo il processo

Sohaib Teima, il giovane di 21 anni arrestato in Francia
Sohaib Teima, il giovane di 21 anni arrestato in Francia
di Domenico Ciarrocchi
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Martedì 11 Giugno 2024, 05:55 - Ultimo aggiornamento: 12 Giugno, 09:04

FERMO Fissata in maniera definitiva al prossimo 26 giugno a Grenoble (Francia) la data del processo d'Appello per Sohaib Teima, il giovane di 21 anni italo-egiziano residente a Fermo che è stato condannato il 3 maggio a 6 mesi di reclusione per i maltrattamenti nei confronti della compagna, Auriane Nathalie Laisné, 22, di Lione, e al divieto di fare ingresso in Francia per 10 anni.

La condanna in primo grado in Francia per le presunte violenze e minacce nei confronti della ragazza che lo stesso giovane, ancora in carcere in Francia, è gravemente indiziato di aver ucciso con un taglio alla gola, e abbandonato, alla fine di marzo in una chiesetta diroccata sopra La Salle, in Valle d'Aosta. Rientrato in Francia, dove vive da alcuni anni, il giovane era stato arrestato il 10 aprile a Lione.

Le conseguenze

L’accusa più grave è ovviamente quella di femminicidio ma le prossime mosse della magistratura italiana in merito a questa inchiesta sono legate al procedimento per i maltrattamenti.

L'estradizione in Italia, già concessa dalla Corte d'Appello di Grenoble, non potrà avvenire prima del processo d'Appello. La Procura di Aosta procede per omicidio premeditato e aggravato.

«Non ho riconosciuto mia figlia nella descrizione sui giornali», ha detto il padre della vittima, Ludwig Laisné, in un’intervista a un giornale francese, riferendosi anche alla descrizione di una coppia in abiti dark fornita da alcuni testimoni a La Salle e all'episodio dell'arresto della figlia in aeroporto a Roma per possesso di cocaina che era stato menzionato in aula dal legale francese di Teima. Ma anche la famiglia del giovane ha espresso molti dubbi sulla ricostruzione fornita finora.

«Mio figlio è innocente, sono disperata», aveva detto nei giorni scorsi la madre Atika Choukri, che vive a Fermo. La donna ha ricordato la recente visita della ragazza in Italia, quando era stata trattata «come una figlia». In Italia la famiglia si è affidata agli avvocati Lucia Lupi e Igor Giostra di Studia Iuris di Fermo, i quali rimarcano di avere a disposizione molti elementi per scagionare il ragazzo. Per ora, anche loro, non possono che attendere l’Appello in Francia e aspettare il ritorno in Italia del giovane.

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