Continuano a crescere i contagi nelle scuole: ora i genitori si dividono sui vaccini agli under 12

Domenica 14 Novembre 2021 di Francesca Pasquali
Continuano a crescere i contagi nelle scuole: ora i genitori si dividono sui vaccini agli under 12

FERMO  - Sono pieni di dubbi i genitori dei piccoli studenti fermani. Dicono che, quando anche i figli potranno fare il vaccino, prima di portarceli, si prenderanno del tempo per decidere. L’apertura delle vaccinazioni ai bambini dai cinque agli undici anni sembra, ormai, cosa fatta. Solo il quando ancora non è certo, ma la strada imboccata pare quella. I genitori lo sanno, si informano e mugugnano. Le nuove misure in arrivo mentre torna l’allarme sui contagi in classe e le quarantene,

 


«Prima di vaccinare i bambini, dovrebbero pensare a tutti gli adulti che ancora non l’hanno fatto, neppure la prima dose. Per loro, servirebbe l’obbligo. Dove non arriva la coscienza civica, è l’unico modo», dice una mamma che aspetta il figlio davanti all’entrata di scuola. «Oggi – prosegue – le sperimentazioni vanno veloci. In pochi mesi, si riesce a fare quello per cui prima servivano anni. Quindi, quando sarà il momento, penso che aspetterò un po’, per avere qualche certezza in più». Certezze, quelle che vorrebbero mamme e papà, prima di far vaccinare i figli, ma che non è facile avere.


«Procediamo con calma. Riflettiamoci bene», dice un’altra mamma. «È un problema – spiega una terza –, sentirò la pediatra, come ho sempre fatto, e mi affiderò alla sua esperienza. Altrimenti, dovrei affidarmi a quelli che parlano in tv o sui social e che non conosco. Almeno, lei la conosco». «È quello che ho fatto – aggiunge – anche quando ho deciso di vaccinarmi: ho parlato con un anestesista che conosco e che mi ha raccontato quello che vedeva ogni giorno in ospedale. Mi sono convinta così». I vaccini agli under dodici non mettono in crisi solo gli scettici del siero. Pure i più convinti, quelli che non hanno esitato neppure un attimo a vaccinarsi, all’idea di farlo fare i figli in tenera età vacillano. «Un conto sono quelli obbligatori, di cui ormai si conoscono gli effetti, un altro questo che c’è da troppo poco tempo», spiega un papà.

«Se fosse obbligatorio per andare a scuola, lo faremmo per forza», sospira un altro. Temono gli effetti collaterali, i genitori, reazioni impreviste e imprevedibili. «Ma non si possono calcolare né evitare, come per la maggior parte delle cose che facciamo», dice, fatalista, una mamma. Un’altra, prima di far vaccinare i più piccoli, aumenterebbe le misure di sicurezza nelle scuole: «Più cautele e meno promiscuità», sintetizza. Di quelli un po’ più grandi, dai 12 ai 19 anni, per i quali le vaccinazioni si sono aperte a metà agosto, nel Fermano ne mancano all’appello 2.756, il 22,9% del totale.

Prosegue, intanto, la cavalcata del Covid. Trentasei i nuovi casi registrati ieri nella nostra provincia. Diciannove i ricoverati positivi all’ospedale Murri, dove ieri, in Terapia intensiva è morta una donna di 77 anni di San Benedetto. Nel reparto, i pazienti ricoverati ora sono due. Altri 17 si trovano in Malattie infettive. Cresce ancora il numero delle persone in quarantena, che ieri erano 701 (+47 rispetto a venerdì), di cui 261 sintomatiche (-3). Risalgono i contagi a Fermo, dove ieri c’erano 90 positivi e 172 persone in quarantena. Scendono ancora quelli di Sant’Elpidio a Mare (76 e 101). Preoccupa la situazione di Montegiorgio, dove ci sono diverse classi in quarantena e dove, ieri, i positivi erano 35 e le persone in isolamento 104. Sessantuno i contagiati a Porto Sant’Elpidio (91 in quarantena), 35 a Porto San Giorgio (55 in quarantena), 29 a Monte Urano (33 in quarantena), 20 a Santa Vittoria in Matenano (43 in quarantena).

 

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