Turismo, boom di prenotazioni: iniziano ad arrivare le disdette per Covid

Turismo, boom di prenotazioni: iniziano ad arrivare le disdette per Covid
Turismo, boom di prenotazioni: iniziano ad arrivare le disdette per Covid
di Francesca Pasquali
4 Minuti di Lettura
Domenica 10 Luglio 2022, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 11 Luglio, 08:23

FERMO C’è una spada di Damocle che pende sulla testa delle strutture ricettive del Fermano. È quella della ritorno del Covid e dei positivi che aumentano di giorno in giorno (ieri al centro Belleggia intanto 150 vaccinazioni in un giorno). Un imprevisto al quale gli imprenditori del turismo non erano preparati, visto che, nelle ultime due estati, la pandemia aveva mollato la presa. Questa, però, sembra diversa e, anche se il virus pare essere meno aggressivo di prima, contagi e quarantene mettono a rischio i sogni vacanzieri. Ma non al punto da mandare all’aria la stagione che, anzi, promette numeri che non si vedevano da un po’. Così, per una prenotazione cancellata, ce n’è un’altra pronta a tappare il buco. 

 
Il ricambio
«Nelle ultime due settimane, ci sono state disdette che fanno pensare a una recrudescenza del Covid, ma niente di eclatante. Da me (all’Holiday Family Village di Porto Sant’Elpidio, ndr), una trentina su quasi 1.500 prenotazioni. Con la richiesta che abbiamo, le rioccupiamo in due ore», dice il presidente di Villaggi Marche, Daniele Gatti. Che spiega che a cancellare le vacanze sono «persone che non stanno male, ma che hanno scoperto di avere il Covid per caso». A quel punto, chiamano, dicono che non possono più venire per via della quarantena e, spesso, cedono la vacanza a un parente o a un amico. E i villaggi non perdono niente, anche perché «oggi, tutte le strutture lavorano con prezzi dinamici che permettono di recuperare e non avere un danno economico». Diverso il discorso per gli alberghi, dove le disdette – che ci sono – stanno mettendo in crisi le prime settimane d’estate. «Pur essendo il Covid molto diverso dagli anni scorsi, ci sono le quarantene obbligatorie e le famiglie annullano», dice il presidente dell’associazione turistico alberghiera del Fermano, Gianluca Vecchi. Un problema che si aggiunge alle spese per gel igienizzanti e sanificazioni che «vanno sempre ricomprati, con un aggravio di costi che vanno a influire sul fatturato, ma che, a differenza degli anni passati, non ci viene ristorato in alcun modo». Per l’estate 2022, infatti, le strutture ricettive hanno deciso di non abbandonare i protocolli di sicurezza. 


I protocolli
L’unica deroga, visto che l’obbligo è decaduto, è quella delle mascherine, «che, comunque, invitiamo a indossare», spiega Vecchi. Per il resto, distanziamenti e sanificazioni restano al loro posto. Soprattutto nelle strutture al chiuso. «Tranne che per le mascherine, continuiamo a seguire i protocolli», dice Devis Alesi, presidente dell’associazione B&B del Fermano. A differenza delle altre strutture ricettive, per adesso, i bed and breakfast non stanno facendo i conti con le defezioni legate al Covid. Se dovesse capitare, spiega Alesi, non sarebbe un problema, visto che «la maggiore difficoltà è collocare l’enorme volume di richieste di turisti che vogliono venire e alle quali non riusciamo a far fronte». Ma che succede se un cliente scopre di essere positivo mentre è in vacanza? Difficile dirlo visto che pare che a nessuno degli imprenditori del turismo fermano sia capitato. E sono loro i primi a stupirsene. Perché, se da un lato – spiegano – è la prova che le misure di sicurezza funzionano, dall’altro è forte il sospetto che i casi ci siano stati, ma che i positivi se ne siano andati alla chetichella, senza farlo sapere ai gestori delle strutture. Questo perché, altrimenti, scatterebbe la segnalazione all’Asur. E si aprirebbe un altro capitolo: dove passerebbero la quarantena i positivi, dato che villaggi, alberghi e b&b non hanno stanze Covid?

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