Dopo la pandemia sale a 40 anni l'età media della coppia che vuole adottare un figlio

Giovedì 21 Ottobre 2021 di Massimiliano Viti
Dopo la pandemia sale a 40 anni l'età media della coppia che vuole adottare un figlio

FERMO - Con la pandemia che ci ha rinchiusi in casa, sono cresciute le occasioni e le situazioni di maltrattamento ai danni dei minori e sono state rallentate le pratiche di adozione. L’attività di Cristina Marinelli, da 11 anni giudice onorario del Tribunale dei minori di Ancona, sta riprendendo a pieno ritmo in questi mesi. «Con il Covid l’attività è stata portata avanti con notevoli difficoltà perché in alcuni step della procedura di adozione è indispensabile il colloquio faccia a faccia» afferma la psicologa e psicoterapeuta che poi prosegue.

 

 
Il crollo
«Le richieste di adozione che provengono dalla provincia di Fermo sono numericamente in linea con quelle della Regione, che è piuttosto attiva nel panorama nazionale». Le coppie che intendono adottare un bambino devono presentare la dichiarazione di disponibilità all’adozione nazionale, internazionale o ad entrambe. La procedura dei due percorsi è differente così come lo sono i costi che, per l’internazionale, possono arrivare anche a decine di migliaia di euro. In questo secondo caso, le coppie devono ricevere dal Giudice un decreto di idoneità prima di passare alla scelta dell’ente a cui dare mandato per poter adottare un bambino di nazionalità europea o internazionale. Per il percorso nazionale, presenta la domanda chi vuol entrare a fare parte di una lista di coppie disponibili ad adottare un minore.


La media
«In media 3 coppie su 4 preferiscono adottare un bambino in età prescolare» afferma Cristina Marinelli: «Negli ultimi anni l’età media delle coppie si è alzata, arrivando a 35-40 anni, così come è diminuita la richiesta di adozione internazionale, anche per via dei costi. E cominciano ad arrivare richieste provenienti da famiglie unipersonale». Per le coppie residenti nel Fermano il punto di riferimento è il consultorio di Porto San Giorgio, dove gli esperti valutano la coppia, esaminandone le motivazioni, ecc. La psicologa e psicoterapeuta fermana sottolinea come la scelta dell’abbinamento bambino-famiglia venga presa in base alle caratteristiche del minore. «La famiglia di adozione deve sempre tenere conto delle peculiarità ed esigenze del minore, spesso proveniente da situazioni familiari a volte molto complesse, probabilmente con dei traumi subiti e in qualche caso anche con maltrattamenti» precisa. Nel suo ruolo di giudice, Cristina Marinelli si trova anche ad affrontare casi in cui deve valutare collegialmente se separare il bambino dalla madre biologica: «Sono decisioni molti difficili da prendere a livello emotivo ma inevitabili quando il minore sta vivendo una situazione che mette a grave rischio la propria integrità e incolumità psicofisica. Per cui quella del Tribunale è sempre una valutazione ben ponderata».


I tempi
Per quanto riguarda i tempi dell’adozione, per la procedura nazionale non sono certi. La coppia potrebbe anche aspettare diversi anni. Per il percorso internazionale, da quando la pratica arriva al collegio del Tribunale, il decreto di idoneità arriva dopo 1 - 3 mesi. Anche per questi casi, la pandemia ha allungato i tempi. 

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