Dal baby sindaco all'ufficio di collocamento, gli studenti creano una città in miniatura e rinunciano alle vacanze

Martedì 22 Giugno 2021 di Francesca Pasquali
Dal baby sindaco all'ufficio di collocamento, gli studenti creano una città in miniatura e rinunciano alle vacanze

FERMO - Una città in miniatura. Con Comune e ospedale, cinema e ristorante, banca, ufficio turistico e tribunale, scuola di danza, teatro, sartoria e redazione del tg. È in fermento la Città del Sole. Fanno su e giù per le scale i quaranta “residenti”. Gli studenti della media di Torre di Palme che, per tutta la settimana, vivranno nella città che hanno ricreato. Sono passati per l’ufficio di collocamento prima di entrare. Si sono iscritti nelle liste per trovare lavoro.

 

Poi, tra le offerte, hanno scelto quelle che preferivano. Divisi in gruppetti, hanno ballato e recitato, iniziato a imparare la lingua dei segni e a soccorrere chi si sente male, le basi della sartoria e di come nasce un telegiornale. Hanno eletto il loro sindaco. Che è Giorgio Torresi, il più “anziano” della scuola. Fascia tricolore indosso, s’è seduto dietro la scrivania.


«È una bella sensazione. Ti senti importante perché sei nella tua scuola da capo», le parole del primo cittadino per una settimana, che, a Torre di Palme, vorrebbe un campetto da calcio. Un input per il sindaco vero che, a metà mattinata, ha consegnato al “collega” la fascia della città. Sabato, sarà Paolo Calcinaro a ricevere quella di cittadino onorario della Città del Sole. Idea che era già nei programmi, ma che la “Scuola d’estate” del Miur ha permesso di ampliare. E di trasformare in «un progetto di socialità, perché ci siamo accorti che, a causa della pandemia, è venuto a mancare l’aspetto sociale nella scuola», spiegano Cinzia Greco e Viviana Amato, ideatrice del progetto e fiduciaria del plesso. Che hanno voluto sfidare i ragazzi. Chiedendo di tornare a scuola per una settimana a vacanze cominciate e, per quelli di terza, a esami finiti. Quasi tutti hanno detto «sì» e il Comune ha liberato la scuola da scrivanie e banchi. Al loro posto bandiere e stoffe, cerchi per ballare e strisce pedonali. Per le attività che durano un paio d’ore. Poi, si cambia, «perché tutti devono provare tutto».

La pausa pranzo si fa al “McTorre”: coi pasti che arrivano confezionati da fuori e i ragazzi che pagano coi loro “stipendi”. Perché la Città del Sole, la cui esperienza finirà anche in un “Diario di bordo” curato dalla casa editrice Zefiro, ha pure una banca, con le banconote disegnate dagli studenti. E un ospedale, con direttore e medici che seguono le lezioni di primo soccorso della Croce Verde. Ieri mattina, con la polizia municipale, è stato simulato un incidente in bici. Al primo piano, vicino all’ufficio del sindaco, si lavora con ago e forbici. Le stoffe le ha donate la sartoria Buschi. Da insegnante fa Antonella Del Moro. Assieme a Graziano Ferroni, un gruppo di studenti mette su una commedia. Dovrà essere pronta per sabato. Nell’aula Lis si fa pratica con la lingua dei segni. Poi arrivano i tamburini: si esce fuori e l’aria si riempie di “tum tum” che fanno allegria.

 

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