Tetto crollato al Montani, c'è l'ok ai lavori. Si parte il mese prossimo, la Procura sbloccherà il sequestro

Sabato 4 Settembre 2021 di Francesca Pasquali
Tetto crollato al Montani, c'è l'ok ai lavori. Si parte il mese prossimo, la Procura sbloccherà il sequestro

FERMO - Partiranno a ottobre i lavori al tetto del triennio dell’Iti Montani. A eseguirli sarà la fermana Edil Pm che, il 13 agosto, s’è aggiudicata la gara della Provincia per 1.081.219 euro. L’intervento, autorizzato dalla Procura, durerà un annetto, durante il quale il tetto della parte vecchia dell’edificio sarà completamente rifatto. L’attuale copertura, una sezione della quale è crollata il 14 maggio di tre anni fa, miracolosamente senza ferire nessuno, sarà smantellata.

 

La muratura sommitale verrà consolidata e la cerchiatura perimetrale rifatta, per collegare sismicamente meglio i muri. Il passo successivo riguarderà le capriate. Le attuali, di legno, saranno sostituite con le nuove in acciaio. Sopra, saranno sistemate delle strutture sagomate dove verranno posizionati i coppi.


«I lavori – spiega la presidente della Provincia, Moira Canigola – avranno inizio, presumibilmente, a ottobre e saranno ultimati in circa dodici mesi. Questo intervento rientra in un piano scuola complessivo a cui stiamo lavorando da tempo, che ha intercettato le esigenze dei vari istituti scolastici superiori del territorio provinciale, con la finalità di rafforzare ulteriormente la sicurezza di chi opera e vive nel mondo della scuola». Il nuovo tetto del triennio è stato finanziato con i fondi della Protezione civile nazionale, stanziati per sostituire le coperture di legno delle scuole provinciali. Prima del tetto del triennio, nel Fermano, sono stati messi in sicurezza quelli del liceo artistico di Porto San Giorgio e del convitto dell’Iti. «La riqualificazione del patrimonio di edilizia scolastica – prosegue Canigola – è una nostra priorità. Rendere le scuole esistenti sempre più sicure, all’avanguardia e confortevoli è un obiettivo su cui abbiamo puntato con forza in questi anni. Le risorse che ci sono state assegnate dimostrano, da una parte, la validità delle nostre proposte progettuali, dall’altra, la centralità delle province che svolgono un ruolo fondamentale per la sicurezza degli studenti e di tutta la comunità scolastica».


Finiti i lavori, sarà fatta una valutazione generale. Poi, la Provincia chiederà il dissequestro – totale o parziale – dell’edificio, su cui la Procura ha apposto i sigilli quasi tre anni fa, il 30 novembre 2018. Sei mesi e mezzo prima, 14 maggio, alle sette di mattina, una parte del tetto era venuta giù. Poteva essere una strage. Per fortuna, le classi interessate erano vuote, per l’ora e perché, in quei giorni, gli studenti erano impegnati con l’alternanza scuola-lavoro. La magistratura ha aperto un’inchiesta. Per la scuola è cominciata la ricerca di spazi dove sistemare gli studenti, sparpagliati nei plessi dell’istituto. A gennaio 2019, la Procura ha dissequestrato la parte nuova dell’edificio, che ospita le classi di Elettronica, tornate al loro posto.


«Sono molto soddisfatta di questo importante risultato – chiosa Canigola –, raggiunto con un lavoro determinato e costante, che mai è venuto meno, neanche durante il difficile periodo legato alla pandemia. Il nostro impegno per le scuole superiori del territorio non è terminato. Continueremo ad attivarci per reperire ulteriori risorse e proseguire su questa strada».

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