Turismo e non solo, firmato il Patto per il lavoro: «Sette punti per rilanciare l'economia del Fermano»

Giovedì 5 Agosto 2021 di Massimiliano Viti
Turismo e non solo, firmato il Patto per il lavoro: «Sette punti per rilanciare l'economia del Fermano»

FERMO - Le necessità del Fermano per un brillante futuro elencate in 7 punti e 14 pagine. Il documento che le racchiude si chiama “Patto per il lavoro e lo sviluppo del Fermano” ed è stato stilato dal Tavolo competitività e sviluppo del Fermano (che racchiude Camera di commercio, Cgil, Cisl e Uil, Confindustria, Cna e Confartigianato, Federazione artigiani, Coldiretti e Confcommercio), presieduto dalla presidente della Provincia di Fermo Moira Canigola che ieri lo ha presentato e poi consegnato al consigliere regionale Andrea Putzu.

 

«È un documento che amplia la visione del Tavolo su altri aspetti del nostro tessuto economico sociale e contiene azioni che pongono al centro l’attenzione dei diritti delle persone» ha detto Canigola, rimarcando come questo sia «un periodo difficile ma anche di rilancio».


I particolari
Le sette aree su cui interviene il documento sono: democrazia e partecipazione, salute, lavoro, conoscenza saperi e formazione, nuovo modello di sviluppo, transizione ecologica e, infine, agricoltura e turismo. «Obiettivo del Tavolo è assumere il ruolo di progettazione, di indirizzo e di traino per tutto il territorio» ha detto Canigola che chiede alle Università di collaborare e alla politica di adottare il documento. Quanto ai soldi necessari per attuare le indicazioni contenute, la stessa presidente della Provincia di Fermo ha affermato che non c’è una stima ma che «la somma è nelle capacità della Regione». Insomma il Fermano non chiede la luna. Il Tavolo ha pensato (anche se non affiancato da consulenti ed esperti) anche ad un nuovo modello di sviluppo del Fermano che parte dalla definizione di un marchio «che identifichi le eccellenze fermane e le renda riconoscibili nel mondo» con un «made in Fermo che deve diventare esempio virtuoso di un sistema produttivo, turistico, enogastronomico, agroalimentare». Un capitoletto è dedicato alle infrastrutture «materiali e immateriali: diffusione banda ultralarga, polo tecnologico, piattaforma digitale, polo fieristico, ammodernamento sistema viario, terza corsia A14, ammodernamento Mare-Monti, completamento della strada Mezzina, collegamento del casello dell’A14 di Porto Sant’Elpidio con la zona di Campiglione dove sorgerà il futuro ospedale, metropolitana di superficie Porto San Giorgio-Amandola, alta velocità ferroviaria, ampliamento rete delle ciclovie pedonali».


La Zes
Altra protagonista di grande rilievo del documento è la Zes-Zona Economica Speciale che crea ancora tante perplessità sulla sua effettiva fattibilità, ampiezza territoriale e tempi burocratici. «Non facciamo come l’Area di crisi complessa che ha avuto dei tempi troppo dilatati tra progettazione e realizzazione» ha precisato Canigola. «Le Aree di crisi non mi entusiasmano molto - ha confessato a sua volta Putzu – perché non hanno una legislazione che permetta di avere delle agevolazioni. La Regione punta sulla Zes». Il rischio è quello di assistere ad Aree di crisi complesse non finanziate e di dover aspettare anni prima di vedere una Zes operativa. Putzu si è soffermato sulla sanità, interrogandosi sul futuro dei vecchi ospedali locali e sulla viabilità, sottolineando la nuova uscita della superstrada Civitanova-Foligno nei pressi del centro commerciale di Porto Sant’Elpidio.
La strategia
«Quali priorità? Sono azioni interdipendenti. Non possiamo pensare ad un nuovo ospedale a Campiglione senza una adeguata viabilità» ha risposto Moira Canigola. Ma il rischio c’è. Secondo il consigliere regionale Putzu «tutte le Province dovrebbero presentare un documento del genere» mentre Canigola ha detto che il futuro del Tavolo competitività e sviluppo del Fermano sarà incentrato sul raggiungimento degli obiettivi individuati nel documento.

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