Non solo Superbonus, caccia nei cantieri ai giovani muratori.«Serve più formazione, la mancanza di manodopera è un problema»

Non solo Superbonus, caccia nei cantieri ai giovani muratori. «Serve più formazione, la mancanza di manodopera è un problema»
Non solo Superbonus, caccia nei cantieri ai giovani muratori.​«Serve più formazione, la mancanza di manodopera è un problema»
di Massimiliano Viti
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Martedì 22 Febbraio 2022, 05:45

FERMO -  Più servizi, più formazione, più giovani. Sono le tre priorità di Massimiliano Celi, nuovo presidente di Ance Fermo, la sezione di Confindustria Fermo che rappresenta edili e costruttori. Celi, 56 anni, guida la Celi Costruzioni a Falerone, azienda specializzata in opere pubbliche, e resterà in carica per 4 anni.

 

Succede a Stefano Violoni, passato a guidare Ance Marche. Violoni sarà comunque tesoriere a Fermo mentre i quattro vice presidenti eletti sono Giuseppe Fiorelli della Fiorelli Costruzioni, Marco Luciani della Fratelli Luciani, Roberto Moretti della Asfalti e Massimo Paglialunga della Edil Pm.


Offrire più servizi per ampliare la base associativa. Per questo Ance Fermo si è dotata anche di un direttore: si tratta di Emanuele Vitali. «Stiamo strutturando un servizio di consulenza per permettere agli associati di districarsi tra i meandri delle norme che cambiano in continuazione» ha detto Celi, che poi prosegue: «Pensiamo a Superbonus e ricostruzione. Sapere esattamente cosa fare e come rispondere a bandi diventa fondamentale per non perdere tempo e risorse».


E poi c’è il futuro Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza il cui dibattito tiene banco in queste settimane: si tratta di un altro e importante impegno per il settore dell’edilizia, in questo caso per le opere pubbliche. «Dobbiamo però sensibilizzare gli enti appaltanti a utilizzare imprese del sistema locale, in modo che possano lavorare. Rispettando sempre il codice degli appalti» fa notare ancora il nuovo presidente di Ance Fermo. Più formazione per cercare di risolvere il problema della mancanza di manodopera che in questo momento attanaglia le imprese, soprattutto quelle dell’edilizia che hanno bisogno di operai di base e ma anche di figure specializzate per far fronte alle richieste. «Trovare un muratore, un addetto all’edilizia è ormai difficilissimo» conferma Celi, il quale spiega come la crisi che il settore ha vissuto per diversi anni abbia spinto molti addetti a cambiare lavoro. Anche i tanti operai stranieri che erano arrivati in Italia se ne sono andati.


Celi ha proposto quindi due percorsi di formazione per cercare di risolvere questo problema. Il primo vede come partner la Cassa Edile, guidata da Lanfranco Ceroni, e ha come obiettivo il potenziamento dei corsi di formazione delle scuole edili in ottica sicurezza e qualità del lavoro. Il secondo prevede invece la collaborazione con gli istituti professionali per creare un indirizzo edile, come già esistono per il mondo della moda e quello della meccanica. «Nel giro di 7-8 anni non ci sarà più manodopera e aprire una nuova via di accesso alla professione abbinandolo alla formazione è fondamentale» incalza l’imprenditore edile che vuole stimolare il ritorno dei giovani nel settore, visto che l’età media nelle aziende è 40 anni e la manodopera per circa la metà è straniera. «Investire oggi sulla formazione è garantire un domani alle imprese in modo da farle restare sul mercato in maniera concorrenziale» conclude il presidente.

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