Hub spoke, i soccorsi nel Fermano cambiano volto. «Ma adesso c’è bisogno di più medici»

Hub spoke, i soccorsi nel Fermano cambiano volto. «Ma adesso c’è bisogno di più medici»
di Francesca Pasquali
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Domenica 5 Giugno 2022, 08:15

FERMO - Un sistema hub spoke. Con una sede centrale dotata di medico e automedica e più postazioni periferiche infermieristiche. Lo vede così, Antonio Ciucani, il futuro del 118 fermano. Ieri, il responsabile dell’Area vasta 4 era in piazza del Popolo per i trent’anni del sistema d’emergenza.


«Il futuro – ha spiegato – va verso un’infermierizzazione delle postazioni, perché i medici non ci sono, mentre di infermieri preparati ne abbiamo». Un sistema che soffre la penuria di camici bianchi. Per Ciucani, le soluzioni potrebbero essere due: togliere per qualche anno il numero chiuso dalle facoltà di Medicina e incentivare i professionisti. Che, tradotto, significa più ferie, busta paga più pensante e pensione più vicina per i medici che scelgono di specializzarsi in Emergenza-Urgenza. Incentivi che già esistono per altre specialità, come Radiologia, considerate più a rischio o usuranti di altre.

«È sempre più difficile che qualcuno scelga di lavorare in pronto soccorso. Quello che possiamo fare è contenere le perdite, incentivando i medici», dice Ciucani. Con lui, ieri mattina in piazza, c’era la nuova direttrice della Direzione medico ospedaliera, Elisa Draghi, che, insieme a Ciucani, al direttore dell’Area vasta 4, Roberto Grinta, e ai colleghi delle Aree vaste 3 (Macerata) e 5 (Ascoli) ha lavorato al protocollo per il Piano diagnostico terapeutico assistenziale.


«Stiamo ricostruendo tutta la rete tempodipendente dell’emergenza. L’area chirurgica ha cambiato pelle. Adesso, è ora di cominciare a cambiare pelle all’area medica», ha detto Grinta. E ha snocciolato i primi dati della Cardiologia guidata da Maria Vittoria Paci: «65 pacemaker impiantati da inizio anno fino a maggio, rispetto agli 81 dell’anno scorso, e una previsione di un +30-40% entro fine anno». Tornando al 118, il sistema fermano è formato da dieci pubbliche assistenze che operano in convenzione con l’Asur e da cinque equipaggi sanitari: tre medicalizzati (Amandola, Montegiorgio e Porto San Giorgio/Fermo) e due infermierizzati (Sant’Elpidio a Mare e Petritoli).

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