Siccità, l'estate in anticipo prosciuga le sorgenti. La Ciip: «Pronti ad attivare la fase di emergenza»

Siccità, l'estate in anticipo prosciuga le sorgenti. La Ciip: «Pronti ad attivare la fase di emergenza»
Siccità, l'estate in anticipo prosciuga le sorgenti. La Ciip: «Pronti ad attivare la fase di emergenza»
di Chiara Morini
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Mercoledì 8 Giugno 2022, 08:20

FERMO - Il bel tempo favorisce il turismo. Tuttavia, se non pioverà, la situazione idrica rischia di diventare insostenibile. E se da un lato gli addetti ai lavori della Ciip dicono che ancora non siamo “in apnea”, dall’altro il settore dell’agricoltura già soffre per la siccità che non passa.

«La situazione – spiega il presidente della Ciip, Giacinto “Pino” Alati – è drammatica, non piove. La mia preoccupazione è quella di far sì che nei rubinetti entri qualcosa». La continua assenza di pioggia peggiora la situazione e al momento nelle sorgenti l’acqua manca. «Il flusso – continua il presidente – è calato di 600 litri al secondo, quando ne avevamo 1100. La situazione, se non arrivano le piogge, sarà peggiore, con l’arrivo dei turisti e quindi la crescita dei consumi. Comunque l’azienda tutta, con i dipendenti, è al lavoro per fronteggiare al meglio la situazione e far funzionare bene i rubinetti di tutti».

Un lavoro che si complicherà e non poco, se si andrà avanti senza piogge e, come detto, con la crescita della domanda di acqua. Per ora le sorgenti Pescara Capodacqua e Foce Montemonaco riescono a soddisfare le richieste, «anche se abbiamo perso la metà del totale», spiega il direttore della Ciip, Giovanni Celani, che aggiunge: «Per ora le sorgenti di soccorso e i pozzi non servono, la richiesta non è alta». La costa e la montagna, però, ancora non sono state “invase” dai turisti, che faranno aumentare la richiesta e quindi la necessità di acqua. Se ciò non dovesse bastare, si dovrà ricorrere alle sorgenti di emergenza. «La richiesta d’acqua aumenta, si usa anche per le irrigazioni – spiega Celani – e se non pioverà rischiamo di andare in apnea, quindi allo stadio 2, un po’ prima dello scorso anno».

Nel 2021 fu necessario ricorrere alla chiusura notturna dei rubinetti per garantire la disponibilità di acqua a tutti durante la giornata, e questo accadde due giorni prima di Ferragosto. Il 2022, però, sotto questo punto di vista, si annuncia peggiore. «L’acqua è un bene che non si crea» dice Celani. Un po’ quello che osserva il direttore della Coldiretti Ascoli-Fermo Francesco Goffredo, quando dice che «l’acqua è il petrolio di oggi». E ha ragione: dati Assam alla mano, riportati da Coldiretti, le precipitazioni hanno subito un calo del 53% rispetto alla media degli ultimi 10 anni. E con poca acqua a disposizione, con il forte caldo già arrivato, soffrono i terreni e gli animali che necessitano di più acqua per essere abbeverati. Se non piove – dice Goffredo – le difficoltà aumenteranno. Abbiamo parlato anche di questo, qualche giorno fa, in una riunione con i nostri dirigenti e il consorzio di bonifica. Con le canalette a pressione, più moderne, delle quali ce ne sono poche in circolazione, si potrebbe lavorare meglio; con quelle a scorrimento è tutto più difficile. Ad oggi, nel presente, non resta che affidarsi alla speranza che piova».

Non un paio d’ore, ma una quantità tale che possa essere assorbita dal terreno inaridito dalla siccità. «Soffre – spiega Goffredo – tutto il settore dell’ortofrutta, in particolare, nella Valdaso, tutto il frutticolo. Ma sono anche le colture cerealicole a iniziare ad avere problemi. Si avvicina la trebbiatura, di certo il grano sarà ottimo, ma sulla quantità ancora non si può dire nulla». Danza della pioggia a parte, quello che servirebbe, chiude Goffredo, «è un intervento governativo importante, a livello nazionale, si potrebbero utilizzare dei fondi Pnrr per attuare gli invasi, poco impattanti, ma che sarebbero più efficaci e ridurrebbero gli sprechi, e dall’altra, in regione, potremmo avere un reticolo agricolo più moderno e meno obsoleto».

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