Solo sette medici per curare i malati Covid. La rabbia di Cesetti: «Disattese tutte le promesse»

Solo sette medici per curare i malati Covid. La rabbia di Cesetti: «Disattese tutte le promesse»
Solo sette medici per curare i malati Covid. La rabbia di Cesetti: «Disattese tutte le promesse»
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Giovedì 13 Gennaio 2022, 07:25

FERMO  - Se i medici specialisti chiamati ad aiutare quelli dei medicina generale e delle Usca a trattare i pazienti Covid sono solo sette, è perché, nel Fermano, di più non ce ne sono. L’ha spiegato, ieri mattina, in Consiglio regionale, l’assessore alla Sanità, Filippo Saltamartini, rispondendo a un’interrogazione di Fabrizio Cesetti. Il consigliere Pd aveva chiesto lumi sulla ripartizione dei professionisti coinvolti nelle cure domiciliari. Sette quelli assegnati al Fermano: tre internisti, due cardiologi e due neurologi. Troppo pochi, per Cesetti, che ha chiesto alla Regione di pungolare l’Asur a fare di più.

«La questione – ha spiegato Saltamartini – pone in luce il problema evidente che riguarda i punti di emergenza-urgenza e di continuità assistenziale. La rigida ripartizione sulla base delle aree aste deve essere superata con l’individuazione di figure a disposizione dei servizi territoriali, non legate alla ripartizione amministrativa delle aziende». Risposta che soddisfa solo a metà Cesetti. «Prendo atto – la controreplica – dell’onestà con cui l’assessore Saltamartini ha riconosciuto le gravi carenze di organico riguardanti la disponibilità di medici specialisti ospedalieri nell’Area vasta 4 e, quindi, della necessità di incrementarne quanto prima il numero. Tuttavia, è inaccettabile che a questa consapevolezza la giunta regionale non sia ancora riuscita a dare un concreto riscontro».

Cesetti si riferisce alla delibera di giunta , con cui la Regione s’era impegnata a sottoscrivere, entro il 1° ottobre scorso, un protocollo d’intesa per regolamentare le forme di collaborazione tra medici ospedalieri e medici delle cure primarie nella gestione domiciliare dei pazienti Covid. Cosa che non è ancora avvenuta. E che, per Cesetti, dimostra che «la giunta regionale, o per incapacità o per scarsa autorevolezza, non è in grado di attuare neppure le proprie deliberazioni». 

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