Fermo, fiori, bottiglie e candele: torna il rituale delle prostitute che chiedono protezione

Giovedì 6 Febbraio 2020
Fermo, fiori, bottiglie e candele: torna il rituale delle prostitute che chiedono protezione

FERMO - Una bottiglia di champagne, una lattina di birra, un lumicino, un pacchetto di sigarette e un mazzo di rose rosse. Sono i segni del rituale che compaiono di prima mattina sotto il ponte di Lido Tre Archi, a poche centinaia di metri da dove erano comparsi un anno fa, nella notte tra il 23 e il 24 febbraio. Adesso a inizio mese. Le ragazze hanno poca voglia di uscire allo scoperto, hanno paura, ma tra reticenze e interesse a raccontarsi scopriamo l’origine del rituale. Rappresenta l’iniziazione delle prostitute che, con le poche cose appoggiate per terra, chiedono protezione al loro santo. 

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Gli scettici diranno “siamo nel 2020, non si può credere a queste cose”. E invece, con l’ingresso in Italia di persone di altri Paesi, arrivano da noi tradizioni da non trascurare. Questi fiori legati con nastro scarlatto rappresentano la Santeria. Un credo, una fede per tante ragazze finite in strada. Per loro è un modo di chiedere protezione. Ben lontana dai riti voodoo, la magia bianca fa appello alle divinità per ottenere favori e poteri. Un’offerta di viveri e bevande secondo un preciso rituale che arriva dal Sud America. Ieri c’erano gli schiavi, oggi ci sono le schiave, vittime di tratta. I residenti di Lido Tre Archi, che si svegliano molto presto, ieri non hanno potuto non notare quei pochi elementi appoggiati sul prato nel ponte simbolo del quartiere. Ci vorrebbe un esperto di esoterismo. Il fatto che il rituale si presenti a febbraio, a cadenza regolare negli ultimi due anni, fa pensare che questo mese per tante immigrate sia l’inizio di una nuova fase. 

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