Fermo, presidio fisso di polizia a Lido Tre Archi, c'è anche chi frena: progetto congelato

Mercoledì 22 Luglio 2020 di Sonia Amaolo
Fermo, presidio fisso di polizia a Lido Tre Archi, c'è anche chi frena: progetto congelato

FERMO - Scontro tra pareri favorevoli e contrari al presidio fisso di polizia a Lido Tre Archi, non tutti lo vogliono, anzi, il quartiere è spaccato a metà.

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C’è chi preme per averlo e chi non vuole proprio sentirne parlare e tra questi c’è una bella fetta di proprietari di appartamenti, un gruppo di maggiorenti che ritiene il presidio un’esagerazione, se non un’aberrazione, una limitazione della libertà, un problema, anziché una soluzione. Il primo a frenare per il momento è il sindaco Paolo Calcinaro che rimanda le decisioni a dopo le elezioni. Il nome del delegato è sul suo tavolo da maggio, quindi da due mesi, e su questa figura convergono tutti da sempre.
 
Si tratta di un ex-generale dei carabinieri in pensione, una persona competente, autorevole con un curriculum non facilmente eguagliabile, è stato Capo di Stato Maggiore e vicecomandante in Calabria, ha partecipato alla missione di pace in Libano, molto ma molto apprezzato dal primo cittadino, che però prende tempo, e dal prefetto Vincenza Filippi, che l’ha incontrato informalmente lunedì pomeriggio, ma tentenna nel prendere la decisione. La questione è puramente politica, c’è chi spinge e chi frena. Neanche i firmatari del memorandum sembrano tutti d’accordo. Non è convinto il comitato dei residenti, mentre insistono le due associazioni Confabitare e Sos Utenti. Ferma è la volontà dell’amministrazione di rimandare le decisioni a dopo il ricorso alle urne e si capisce quindi che il presidio non è per adesso e forse non sarà mai. Sfuma l’idea di fondo che aveva sollevato il polverone e richiamato le troupe televisive da Milano durante il confinamento e subito dopo il leader della Lega Matteo Salvini.
Ok alle telecamere
Il niet cinque giorni fa del sottosegretario Carlo Sibilia ha riscritto la storia e adesso chi è al volante parcheggia in attesa di tempi migliori per capire quale strada intraprendere. Tutto ciò mentre c’è l’ok sulle telecamere da utilizzare per tenere sotto controllo anche gli androni dei palazzi privati, quelli delle occupazioni abusive e dello spaccio drive in. Anche questo è un tema centrale ed è stato risolto, a quanto pare, perché la videosorveglianza fino a ieri poteva puntare solo sulle aree pubbliche ed è noto che, nel quartiere fermano, di pubblico c’è davvero poco, il grosso degli spazi è di proprietà privata. Da ora in avanti anche lì che si andrà a guardare perché è stato appena approvato il protocollo d’intesa tra Questura, Carabinieri e Comune per potenziare la sorveglianza. 
Il controllo di vicinato
Intanto parte il controllo di vicinato e questa mattina sicuramente si parlerà di questo, c’è un vademecum per gestire le informazioni dal telefonino, sui gruppi WhatsApp. L’attenzione massima sul quartiere difficile, non deve però distrarre da altre piazze aspre, violente, da monitorare a fondo. Secondo fonti della questura Porto Sant’Elpidio, per certi versi, è peggio di Lido Tre Archi e sarà per questo che ieri notte è stato un continuo rumore di sirene delle volanti lanciate in inseguimenti. Obiettivo tenere sulle spine personaggi ben noti nel giro dello spaccio che potrebbero essersi allontanati da una zona fortemente monitorata ed essersi spostati altrove. Si sono intensificati anche i controlli della Guardia di Finanza con l’unità cinofila. Il cane lupo Rent ha passato al setaccio tutto il lungomare, tra prati, ciclabile, appartamenti e locali al piano terra, tutto fino a Casabianca. Non risultano denunce né arresti ma segnalazioni e persone schedate.

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