Firma in Prefettura sulla ricostruzione: «Lavori più sicuri». Patto sui contratti e contro le infiltrazioni della mala

Venerdì 9 Luglio 2021 di Francesca Pasquali
Firma in Prefettura sulla ricostruzione: «Lavori più sicuri». Patto sui contratti e contro le infiltrazioni della mala

FERMO - A quasi cinque anni dal terremoto che ha sconvolto il centro Italia, il Fermano fa quadrato. È di ieri mattina la firma del protocollo che detta le regole del nuovo corso della ricostruzione. Che punta alla sicurezza dei lavoratori e delle aziende. Badge elettronico per riconoscere i dipendenti, contratti a tempo indeterminato e pieno, liste da cui le imprese potranno attingere la forza lavoro, alloggi dignitosi per i lavoratori di fuori regione e una piattaforma in cui far confluire tutte le informazioni, i capisaldi del protocollo.

 

 
I protagonisti
Firmato da Prefettura, Ufficio speciale per la ricostruzione Marche, Agenzia regionale sanitaria - Prevenzione e promozione della salute nei luoghi di vita e di lavoro, Dipartimento di prevenzione - Sicurezza cantieri coordinamento regionale, Ispettorato territoriale del lavoro Ascoli-Fermo, Inps Fermo, Area vasta 4, con il nuovo direttore, Roberto Grinta, alla prima uscita pubblica, Inail Fermo, Fillea Cgil Fermo, Filca Cisl Fermo, Feneal Uil Fermo, Cedam Ancona, Cassa edile Ascoli-Fermo, Ance Fermo, Confindustria Fermo, Confartigianato Fermo, Cna Fermo, Ente scuola edile organismo provinciale paritetico Ascoli-Fermo. Che, insieme, costituiscono il tavolo di monitoraggio permanente che ha messo nero su bianco le nuove regole.


Il commento
«La terza gamba che mancava nell’ambito della sicurezza nella ricostruzione», per il direttore della Struttura di missione - Prevenzione e contrasto antimafia sisma 2016, Carmine Valente. La prima – ha aggiunto collegato da Roma – è l’anagrafe antimafia, la seconda quella dell’Anac, per l’anticorruzione. «Mancava la parte più specifica sul territorio – ha detto ancora Valente –, quella che fa funzionare i soggetti in campo nella ricostruzione». E che, adesso, c’è. Grazie al protocollo, che prevede due liste di prenotazione per l’accesso al lavoro: una per i residenti nei territori interessati dal terremoto, l’altra per quelli non residenti. Le ditte potranno attingere da entrambe, senza dover dare precedenze né formare graduatorie. E di usare «prioritariamente contratti a tempo indeterminato full time, per prevenire l’utilizzo di tipologie contrattuali atipiche». Le ditte con sede fuori dalle Marche dovranno comunicare le modalità di sistemazione dei dipendenti e l’indirizzo dell’alloggio. Ogni lavoratore avrà un badge identificativo che dirà anche se l’azienda per cui lavora è in regola. Tutti questi dati confluiranno in un database e saranno incrociati con quelli raccolti dalla piattaforma regionale “Marcheprevenzione”.


Il territorio
«Nel Fermano – ha spiegato la prefetta Vincenza Filippi – ci sono grandi imprese conosciute a livello internazionale e tante di tipo famigliare che chiedono a gran voce il rispetto della legge». È anche per loro che è stato firmato il protocollo. Che piace ai sindacati. Parla di «punto di partenza per l’impegno che questo tavolo dovrà imprimere sui termini della prevenzione e della ricostruzione», la Fillea Cgil. Per il presidente della Confartigianato Fermo, Lorenzo Totò, «oltre alla sicurezza del lavoratore, il protocollo tutela le pmi che vivono nella legalità e che spesso vengono superate da aziende di illecita provenienza, nate per queste occasioni». Gaetano Pieroni della Cna di Fermo ha, invece, evidenziato la necessità di «rivisitare il prezzario del cratere, per permettere alle imprese di operare in sicurezza e serenità».

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