Fermo, morto De Angelis dell'Ecoelpidiense: «Un grande, è stato innovativo e coraggioso»

A Fermo addio a De Angelis dell'Ecoelpidiense: «Un grande, è stato innovativo e coraggioso»
A Fermo addio a De Angelis dell'Ecoelpidiense: «Un grande, è stato innovativo e coraggioso»
di Sonia Amaolo
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Mercoledì 7 Dicembre 2022, 03:05 - Ultimo aggiornamento: 8 Dicembre, 12:44

FERMO - Si è spento Mauro De Angelis, la notizia ieri mattina è stata una doccia gelata. L’imprenditore fermano lascia un vuoto incolmabile, muore a 75 anni, ha dato tanto e avrebbe potuto dare ancora molto. Era stato ricoverato all’ospedale Murri ma gli ultimi giorni li aveva passati a casa circondato dall’affetto dei cari, la moglie Rita, i figli Andrea, Francesco, Alessandro e Federica, la sorella Maura.  Una lunga malattia lo ha vinto e il suo addio alla vita sconcerta perché Mauro sembrava indistruttibile, imbattibile, forse irraggiungibile. Il suo sguardo fiero e acuto penetrava e colpiva al cuore. Nella capacità di essere e di fare c’è l’uomo d’azione, determinato e coerente, passionale. Partito a 24 anni con una piccola scatola degli attrezzi e tanta voglia di realizzare, Mauro ha cominciato con una piccola azienda diventata via, via più grande, fino a contare oggi più di cento dipendenti, una grande famiglia nel campo dell’ambiente, parola che oggi è sulla bocca di tutti, è diventata il leitmotiv della modernità, ma Mauro ci era arrivato prima e ha cresciuto questa creatura facendone un fiore all’occhiello in provincia di Fermo, l’Ecoelpidiense.


Gli attacchi


Un uomo come Mauro suscita sempre grandi emozioni, anche invidie e gelosie. Di sicuro negli ultimi anni non sono mancate le polemiche sulle scelte per la Fim. Forse l’unica opera incompiuta di un uomo dalle grandi capacità che hanno prodotto grandi risultati. Un uomo dalla passione anche politica, consigliere a Fermo per due mandati. «Era veramente un grande uomo e un grande imprenditore – dice il sindaco di Porto Sant’Elpidio Nazareno Franchellucci –: tutti lo conoscono per l’allegria, il modo di scherzare, l’ironia, goliardico e al contempo determinato e preciso nelle cose che faceva. Oggi più che mai mi fa piacere raccontare un De Angelis per i tanti successi imprenditoriali, per la lungimiranza, per ciò che ha costruito, che ha creato e che ha portato avanti. Nelle vicende per le quali subiva critiche, attacchi, si arrabbiava perché non capiva come certe questioni potessero essere tanto travisate e male interpretate. Capitava a me e al figlio di dover calmarlo quando si arrabbiava ma era talmente appassionato in quello che faceva che queste cose non le comprendeva proprio. Ogni volta cercava di dargli una lettura con l’obiettivo di fare sempre un passo avanti, sempre per migliorare e dimostrare che quanto si era costruito era unico e speciale». «Con la sua tenacia - dice a sua volta Fabrizio Luciani, presidente di Confindustria - ha saputo trasformare una piccola realtà in una impresa di livello nazionale, leader nel settore ambiente. Lascia un vuoto che siamo certi i figli e i soci sapranno colmare». I funerali si svolgono oggi alle 15 alla chiesa di San Norberto a Lido di Fermo, celebra don Vinicio Albanesi.

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