Bollette e non solo, ristoranti sull'ottovolante: «Mancano chef e camerieri, i ragazzi non sanno fare nulla»

Giovedì 17 Marzo 2022 di Sonia Amaolo
Bollette e non solo, ristoranti sull'ottovolante: «Mancano chef e camerieri, i ragazzi non sanno fare nulla»

FERMO - Ristoranti e alberghi sempre più in crisi tra caro bollette, Green pass e un problema che non ti aspetti: viene a mancare il personale qualificato in queste strutture. Negli ultimi due anni non è crollata solo la clientela, è venuta meno anche la manodopera specializzata e pronta all’uso. Ragazzi e ragazze che escono dalle scuole non sono in grado di portare a tavola, men che meno di organizzarsi in cucina. Serve un cambio di passo. È la richiesta della categoria della ristorazione.

 
La situazione
«Sostanzialmente alberghi e ristoranti non possono lavorare al meglio perché manca la manodopera qualificata e la scuola alberghiera sforna disoccupati» dice Guido Tassotti, titolare dell’hotel Astoria di Fermo e presidente delle Associazioni Cuochi Riunite. Il problema della carenza di lavoro nelle strutture ricettive di grandi dimensioni è sentito e se ne è parlato all’assemblea che doveva approvare il bilancio dell’associazione: si è tenuta martedì sera al Gambero di Porto Sant’Elpidio. L’Acir riunisce 12 associazioni dalle province di tutta Italia e addirittura dalla Svizzera.


L’obiettivo
Quest’anno punta a sviluppare percorsi formativi nelle scuole alberghiere. Il perché lo spiega Tassotti: «C’è stata - rimarca - la moda della tv dove si esaltava, e ancora si esalta, la figura degli chef, dando l’illusione ai ragazzi che lo chef è una star televisiva ma la realtà è ben diversa. Il lavoro non è stare sul piccolo schermo. Quando i giovani se ne rendono conto si demoralizzano, mollano, o non sono preparati adeguatamente. Per questo intendiamo programmare iniziative nelle scuole portando grandi nomi dell’hotellerie (accoglienza alberghiera, ndr), maestri che hanno fatto la storia, con una carriera luminosa, per dare l’esempio e far capire che il successo si può raggiungere ma bisogna guadagnarselo con il lavoro». Ad incidere negativamente sulla qualità della formazione è stata anche la didattica a distanza.


I banchi di scuola
«Questi ragazzi dopo due anni in dad non hanno fatto pratica in albergo, non si rendono conto di com’è davvero il mestiere». La mancanza di personale qualificato è un problema che si aggiunge agli altri. «Avevamo previsto la ripartenza il 31 marzo - continua ancora Tassotti - ma la guerra nessuno se la poteva immaginare e stiamo ricevendo disdette, rinvii: ma gli aumenti dei prezzi non c’entrano niente con la guerra, sono inspiegabili. Ciononostante nessuno reagisce e questo silenzio non fa bene al nostro settore». Piero De Santis, titolare del ristorante Il Gambero di Porto Sant’Elpidio e rappresentante dei ristoratori in Confartigianato Fermo dice che la serata di martedì «è stata l’occasione per confrontarci e analizzare la situazione. L’aumento dei prezzi dell’energia e dei prodotti alimentari mettono in difficoltà la nostra categoria. Prima c’è stato il virus poi la guerra. Le famiglie non escono e non spendono per andare al ristorante . Lavoriamo un po’ il sabato e la domenica ma gli alberghi sono quasi chiusi e le presenze sono ridotte all’osso».


Il futuro
Cosa fare, dunque, per aiutare una delle categorie più penalizzate dalla pandemia (e non solo)? «Chiediamo - chiosa De Santis - un confronto con tutte le categorie: cuochi, ristoratori, hotel, per definire un piano di rilancio che, guerra permettendo, speriamo ci faccia ricominciare a lavorare almeno da Pasqua in poi». Anche De Santis parla della carenza di personale specializzato: «È sconcertante! Dobbiamo aprire un tavolo costruttivo con le scuole alberghiere per avviare percorsi formativi che riportino gli alunni a fare pratica nelle aziende».

 

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