Borghi, la cultura per ripartire. Patto fra otto sindaci, il Festival Storie traina il post pandemia

Borghi, la cultura per ripartire. Patto fra otto sindaci, il Festival Storie traina il post pandemia
di Chiara Morini
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Giovedì 21 Aprile 2022, 06:15

FERMO - Otto borghi: Belmonte Piceno, Montappone, Montefalcone Appennino, Monte San Martino, Penna San Giovanni, Santa Vittoria in Matenano, Sant’Angelo in Pontano, Servigliano, in rigoroso ordine alfabetico. Due le province interessate: Fermo e Macerata. Due anche le Unioni montane coinvolte, Sibillini e Monti Azzurri. Sono 24 gli spettacoli del Festival Storie, che parte il 7 maggio, che finirà il 4 dicembre e che segna di fatto la ripartenza dopo il Covid, e per due paesi, in particolare, anche la riapertura dei rispettivi teatri dopo i lavori di restauro per sistemare i danni causati dal sisma del 2016.

 
La scelta
I paesi aspettano anche un sostegno dai futuri fondi in arrivo e per ora organizzano una rete territoriale di collaborazioni per dare slancio alla rinascita sotto il segno della cultura. La presentazione c’è stata ieri a Penna San Giovanni dal cui splendido teatro ligneo il Festival inizierà il 7 maggio con Roberto Ciufoli. «Aderiamo – ha detto il sindaco Stefano Burocchi – perché con questa rete andiamo oltre e ampliamo lo sguardo. Fare cultura è importante, significa crescere, condividere, come in questo caso». Ci saranno tante storie in questa edizione della ripartenza per i borghi, piccoli, ma grandi nelle bellezze. Piccolo è bello, ma se si cammina insieme come fanno questi otto Comuni, il rilancio riesce anche meglio. Particolarmente significativa è la ripartenza per i sindaci Vanda Broglia di Sant’Angelo in Pontano e Matteo Pompei di Monte San Martino.


I lavori
«Abbiamo messo in sicurezza il teatro Angeletti – ha commentato il sindaco Broglia – affinché fosse vivibile da subito. C’era l’urgenza di ripartire con la cultura. Gioielli come il nostro teatro o gli altri storici devono riprendere a raccontare storie». Il teatro è pronto, ma il primo spettacolo è stato programmato per il 22 ottobre con Benedicta Boccoli, per stare sul sicuro con i tempi dei lavori. A Monte San Martino il teatro comunale riaprirà con una data di “Storie”. Il 2 ottobre, infatti, l’inaugurazione avverrà contestualmente allo spettacolo “L’arte del sorriso” con Roberto Giordano e Federica Aiello. «Per noi il teatro è molto importante, tornerà anche la balconata – ha annunciato il sindaco Matteo Pompei – è bello che i nostri territori rinascano anche con queste collaborazioni». Condivisione significa ripartire tutti insieme, con le tante storie che contribuiscono alla crescita culturale dei singoli paesi. «La bontà di questo progetto è sotto gli occhi di tutti, il successo non mancherà anche qui, dove fare cultura è importante», ha sottolineato Fabrizio Vergari, sindaco di Santa Vittoria in Matenano e presidente dell’Unione Montana dei Sibillini.


L’evoluzione
Il festival è la naturale evoluzione di “Bat”, “Belmonte ama il teatro”, confluito poi in “Storie”. «Grazie alla prima edizione di Bat – ha ricordato il sindaco di Belmonte Piceno Ivano Bascioni – abbiamo sistemato il nostro teatrino parrocchiale. Squadra che vince non si cambia, ed eccoci qui ancora con Storie». A Belmonte il 9 luglio, arriverà Gioia Bartali, la nipote del grande campione e giusto tra le nazioni Gino Bartali, a raccontare delle lettere che scriveva alla moglie in giro per il mondo. E proprio Bartali a Belmonte vinse una gara ciclistica nel 1951. «Il teatro trasmette – il pensiero del sindaco di Servigliano Marco Rotoni – fa ricevere, tutti dovremmo andarci». L’11 giugno in piazza Roma arriverà Federico Buffa che racconterà il mondiale dell’82. Buffa ha detto di non conoscere direttamente «il terremoto se non per come diventa il luogo che ne viene colpito. Noi siamo le persone che incontriamo e le storie che viviamo. I teatri dovrebbero essere patrimonio dell’Unesco». Il festival Storie a fine mese incontrerà la Regione.


L’impegno
«Siamo contenti di esserci, anche con il nostro piccolo teatro», ha detto il sindaco di Montefalcone Appennino, Giorgio Grifonelli. «La storia continua – ha commentato Mauro Ferranti sindaco di Montappone – al teatro di Penna San Giovanni ci sono stato da bambino». I borghi puntano tutto sul turismo lento, quello che fa riscoprire le bellezze di ciascun comune. «In uno scenario come questo – le parole del presidente dell’Unione montana “Monti Azzurri”, Giampiero Feliciotti – è importante recuperare lo spazio perduto andando avanti insieme, senza confini territoriali. In questa vallata l’offerta culturale è importante». Non si poteva fare niente di questo senza il direttore artistico Manu Latini di Progetto Musical. «Il teatro è un atto di amore per i borghi, le storie sono importanti per loro – ha detto – le difficoltà ci sono state per il nostro settore e anche per loro. Ripartiamo tutti insieme, con la bellezza e la suggestione dei luoghi anche all’aperto. Valorizziamo i teatri, e anche i luoghi dei borghi».

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