Ecco i nuovi infermieri, pronti a lavorare anche subito: ma soltanto la metà resterà in zona

Venerdì 27 Novembre 2020 di Francesca Pasquali
Ecco i nuovi infermieri, pronti a lavorare anche subito: ma soltanto la metà resterà in zona

FERMO  - Potranno cominciare a lavorare già dalla prossima settimana i 31 infermieri freschi di laurea. Giusto il tempo di iscriversi all’ordine, e indosseranno i camici. Servono come l’aria, in questi giorni drammatici. Ma solo una metà resterà in zona. Gli altri torneranno a casa. Mentre qualcuno ha già trovato lavoro nel privato. Ieri, è stato il loro giorno. Collegati al pc con la commissione riunita in via Brunforte, hanno discusso la tesi, prima della proclamazione.

LEGGI ANCHE:

Coronavirus in Italia, il bollettino di giovedì 26 novembre: oggi 822 morti e 29.003 nuovi positivi

 
La mattinata si è aperta con il ricordo di Antonino Longobardi, infermiere del Murri morto l’altro ieri a 55 anni. L’ha ricordato il direttore delle Professioni sanitarie dell’Area vasta 4, Renato Rocchi. «Un collega di grande spessore professionale e umano, che si è speso fino all’ultimo, dando un contributo fondamentale alla formazione di tanti infermieri», le sue parole. Poi, l’attenzione è stata tutta per loro. Per i 31 giovani che hanno scelto un mestiere troppo spesso sottovaluto. Ce l’ha urlato in faccia la pandemia, con la sua strenua ricerca di personale introvabile. «Vi stiamo aspettando a braccia aperte. Siamo 440, ma mai come in questo momento ci stiamo rendendo conto che siamo pochi. Il vostro aiuto sarà fondamentale», il commento del presidente dell’Ordine degli infermieri di Fermo, Giampietro Beltrami.

Giovedì prossimo scade l’avviso dell’Asur per assumere nuovi infermieri. Tra quelli che si sono iscritti, c’è anche qualche neolaureato di ieri. Il contratto è di un anno. Lo stipendio base di 1.500 euro. «Sono pronti. Hanno fatto due corsi formativi su Covid, ma andranno dove serve: nei reparti Covid o in quelli no-Covid», ha spiegato il presidente di Infermieristica, Giampiero Macarri. Se è vero che al Murri c’è un gran bisogno di personale, anche Rsa e case di riposo sono con l’acqua alla gola. «Non aspirate solo al posto pubblico, perché la sofferenza è ovunque», s’è raccomandato il vescovo Rocco Pennacchio. «Non ricordate questo giorno come mutilato, ma come incarnato nel tempo che stiamo vivendo», ha aggiunto. Mentre proseguono le pratiche per il nuovo corso di Logopedia, i numeri fermani della Politecnica sono incoraggianti. Per ora, gli immatricolati al primo anno di Ingegneria gestionale sono 143 (l’anno scorso erano 145), ma c’è ancora un mese per iscriversi. 65 quelli di Infermieristica, che è a numero chiuso. «Non ci siamo mai fermati, cercando di portare avanti tutte le attività formative. Scelte che ci stanno dando ragione, visto che l’ateneo sta crescendo, anche a Fermo», ha spiegato il rettore, Gian Luca Gregori.

«Vi stanno aspettando. Il vostro contributo è fondamentale. Mai come in questo momento dovete esserne orgogliosi. Tutte le generazioni hanno avuto le loro problematiche, ma tutte hanno reagito, perché il futuro è vostro», ha proseguito. Hanno portato il loro saluto anche il prefetto Vincenza Filippi («Sarete un ausilio prezioso per la nostra società»), il sindaco e presidente dell’Euf, Paolo Calcinaro («Le istituzioni devono trarre le proprie considerazioni sull’importanza di questo ruolo. Speriamo che ci si investa come Stato e Regione») e il presidente della Camera di commercio unica, Gino Sabatini («Da voi dipende anche l’economia: quando gli imprenditori si ammalano, avere a fianco ragazzi che sanno come muoversi è importantissimo».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA