Fermo, le notti brave dei giovanissimi tra alcol, risse e vandalismi: costa blindata per le feste

Martedì 11 Agosto 2020 di Francesca Pasquali
Fermo, le notti brave dei giovanissimi tra alcol, risse e vandalismi: costa blindata per le feste

PORTO SAN GIORGIO - Li chiamano delinquenti, vandali, disgraziati. Per non dire di peggio. Quando va bene, sono maggiorenni di un soffio. Spesso, invece, sono poco più che ragazzini. Si spostano in gruppetti, tracannando alcol in quantità. Da un paio di mesi tengono sotto scacco la costa fermana. Il lungomare centro di Porto San Giorgio è la zona più bersagliata. Ma stanno rovinando le notti d’estate anche dei Comuni vicino. In barba alle regole anti-Covid, si ammassano nei locali e si ubriacano fino a stare male.

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Non c’è traccia di mascherine sulle loro facce imberbi. Ogni sabato la stessa storia: arrivano sulla costa già carichi e fanno un putiferio. In preda ai fumi dell’alcol, spesso se le danno di santa ragione. Tra spintoni e cazzotti, devastano quello che trovano attorno. Gli chalet sono esasperati. Da settimane chiedono il pugno di ferro. Vogliono maggiori controlli, soprattutto sulle spiagge, di notte sempre più terra di nessuno.
 
Qualcosa si è mosso. Lo scorso weekend, le volanti hanno pattugliato a lungo il lungomare. Hanno sedato una rissa nel centro di Porto San Giorgio e scovato un po’ di droga. I controlli sono cominciati dalle strade. La Stradale ha sequestrato un’auto e uno scooterone che circolavano senza assicurazione. Sei le patenti ritirate perché il guidatore aveva superato il limite di alcol consentito. Uno era sopra di quattro volte, tre di tre. Per tutta questa settimana, quella clou della stagione, i controlli saranno intensificati. Sul lungomare, lo scorso weekend, si sono concentrati sulla verifica del rispetto delle regole anti-contagio, altra causa perorata dagli esercenti.
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Che di fare i controllori non ne vogliono proprio sapere. Stanchi di contare i danni della domenica mattina, ma anche di rischiare multe salate o di vedersi chiudere il locale, invocano sanzioni esemplari per i clienti indisciplinati. Negli ultimi giorni, le volanti sono più volte intervenute per mettere fine prima del tempo a feste e aperitivi trasformati in assembramenti. Ad avvisarli, qualcuno infastidito (preoccupato?) della calca in questo o quello chalet. Musica spenta, quindi, e sanzioni per i titolati, ma gli stabilimenti sono rimasti aperti. È successo a quello di Porto Sant’Elpidio, dove una donna umbra, qualche giorno dopo aver partecipato a una cena-spettacolo, ha scoperto di aver contratto il virus, e in altri che, nonostante leggi e raccomandazioni, per guadagnare qualcosa in più, chiudono un occhio su distanze e via dicendo. Una situazione che allarma non poco il direttore dell’area vasta 4, Licio Livini, che pochi giorni fa l’è presa con i controlli troppo “leggeri”. Preoccupato dall’aumento dei contagi e soprattutto dall’età dei contagiati, che si è parecchio abbassata, ha puntato il dito contro una linea delle forze dell’ordine, a suo avviso, troppo morbida.
I timori
«Questi casi – aveva spiegato – ci fanno rialzare l’attenzione. Si cominciano ad avere avvisaglie preoccupanti. Non si fanno abbastanza controlli. Chi organizza assembramenti lo fa liberamente, perché non teme multe. Capisco che non sia simpatico, ma ci sono le leggi e tutti devono lavorare rispettandole». Coniugare la voglia di normalità e il bisogno di lavorare, con la tutela della salute e la recrudescenza del virus da scongiurare, non è facile. Ma – ripete senza sosta il direttore dell’AV4 – non è ancora arrivato il momento di abbassare la guardia.

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