No vax e precari in scadenza di contratto, mancano una cinquantina di infermieri all'ospedale Murri

Lunedì 22 Novembre 2021 di Mario Paci
No vax e precari in scadenza di contratto, mancano una cinquantina di infermieri all'ospedale Murri

FERMO - Un’altra vittima per Covid: un anziano di 77 anni di Francavilla d’Ete. La quarta ondata è alle porte e come ha anticipato il direttore generale Grinta l’ospedale Murri deve organnizzarsi per farsi trovare pronto per affrontare l’epidemia. Un ospedale però che sconta gli errori del passato: per alcune prestazioni le agende sono chiuse. Il paziente fermano deve fare cento chilometri in giro per le Marche per trovare una struttura sanitaria pubblica ove sottoporsi ad un esame diagnostico spefico.

 

 
L’allarme
A lanciare l’allarme è la Cisl per la (cronica purtroppo) carenza di personale sanitario ed anche amministrativo in Area Vasta 4. «Sembrerà strano ma continuare a trovare sportelli di front office aperti sul territorio, potrebbe diventare un lusso per i cittadini se non verranno assunti a brevissimo, assistenti e/o coadiutori amministrativi» afferma il segretario della Cisl, Giuseppe Donati. In realtà la direzione di Area Vasta 4 vorrebbe assumerli ma non ha disponibili graduatorie da cui chiamare.


Gli infermieri
Nonostante il Covid, investimenti straordinari e gli annunci di voler investire sul capitale umano il Fermano rischia di fare i conti con un personale sempre più esasperato perché spremuto come un limone. Secondo i calcoli mancano all’appello circa 150mila ore di assistenza infermieristica. Questa la differenza tra le ore annuali disponibili sulla carta e quelle realmente spendibili in base agli infermieri che lavorano giornalmente in AV4. In pratica, a fronte di 956.160 ore di assistenza infermieristica previste in un anno in base agli infermieri che risultano assunti ( stabili o precari), quelle realmente rese sono circa 800mila. Tutto assolutamente lecito perché le assenze sono giustificate ma rimane l’allarme per un sistema allo stremo. «In alcuni reparti sta tornando il blocco totale delle ferie - prosegue Donati - . Dopo due anni di tirate di collo, lavoro durissimo in condizioni di grande stress, è moralmente inaccettabile oltre che contrattualmente illegittimo, privare i lavoratori, gli infermieri in questo caso, del riposo psicofisico delle ferie maturate. Inevitabile però che avvenga se si vogliono coprire i turni in carenza di personale».


Le carenze
Mancano all’appello anche Oss, dietiste, assistenti sanitarie, tecnici di laboratorio. Per alcune di queste figure, secondo la Cisl, non è stato garantita neppure la sostituzione del turnover o delle mobilitá in uscita. A questo quadro inquietante vanno sommate le unità di personale in scadenza di contratto a fine anno, che non conoscono ancora il loro futuro perché legato alle proroghe di alcune norme di emergenza da parte del Governo. Tra infermieri ed Oss sono circa 30 unitá quelle in scadenza di contratto ( di vario tipo) a fine anno 2021. Ai quali vanno ad aggiungersi i 22 dipendenti sospesi perché non vaccinati ed impossibile da sostituire. Da qui a fine anno il numero potrebbe arrivare a 32-33. Stanno a casa senza retribuzione ma alla loro assenza stanno supplendo i colleghi rimasti, saltando i riposi, lavorando due notti di seguito o rinunciando alle ferie.


Il reclutamento
«Nelle Marche facciamo i conti con un sistema regionale di reclutamento da vero delirio - denuncia Donati - I concorsi unici regionali e di conseguenza la centralizzazione delle graduatorie di personale, stanno ostacolando invece di favorire le nuove assunzioni». Il sindacato chiede da tempo la revisione della legge regionale del 2017 che ha obbligato le Aziende del SSR ad organizzare concorsi unificati. «Non è accettabile che le Aree vaste debbano attendere settimane per ricevere dal Centro Unico di Reclutamento i nominativi da chiamare per le assunzioni».

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