All'ospedale Murri è allarme personale: contagiati 71 sanitari. Scoppia la polemica sui tagli all'organico

Giovedì 14 Gennaio 2021

FERMO - Al Murri è caccia ai sanitari. Gli ultimi aggiornamenti parlano di 71 tra medici (7), infermieri (40), operatori sociosanitari e tecnici di radiologia contagiati nei focolai scoppiati nei giorni scorsi. Tutti fuori gioco, nel migliore dei casi, per due settimane. Con reparti in affanno e ormai ridotti all’osso. Colpa, pare, anche della gestione del personale. In un anno, il Murri ha perso 44 dipendenti. A fine 2019 erano 1.633, un anno dopo 1.589. Il calo più consistente riguarda gli infermieri, passati da 628 a 613. Seguono i medici: da 250 a 237.

 

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«In un anno drammatico come il 2020, un’Area vasta riesce a risparmiare sul personale. Ecco perché gli operatori sanitari sono sfiniti ed è stato impossibile attivare i posti letto nel Covid Center di Civitanova». A parlare è Giuseppe Donati della Cisl. Numeri alla mano, secondo il sindacalista, l’Area vasta 4, in un anno, avrebbe risparmiato 107.578 euro per i sanitari. Che adesso servono come il pane, ma che è difficilissimo trovare. L’appello della Regione alla sanità militare, finora, è caduto nel vuoto.

«È stata avviata la pratica con il Gores per dotare l’ospedale Murri di personale medico militare, ma ancora non c’è stato riscontro», fanno sapere da Ancona, preoccupati per l’emergenza in corso. Ieri mattina, a Fermo, c’è stato un incontro tra l’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini, il direttore generale dell’Asur Nadia Storti, il direttore medico della Direzione ospedaliera Luca Polci, il direttore dell’Av 4 Licio Livini, Fabrizio Santillo della Direzione medica ospedaliera e il direttore delle Professioni sanitarie Renato Rocchi.

«Mentre si sta provvedendo rapidamente alla sanificazione – fa sapere Saltamartini –, viene garantita la funzionalità del Dipartimento materno infantile, dell’area oncologica, del Dipartimento di salute mentale, della Gastroenterologia, della Nefrologia e dialisi, dei servizi radiologici e di laboratorio, oltre a tutte le attività territoriali e di prevenzione. A risultare ridotti sono invece i servizi di chirurgia, urologia, ortopedia e otorino, salvo le urgenze emergenze e gli interventi in codice A, che vengono garantiti». Quanto all’arrivo di sanitari in aiuto del Murri, Saltamartini ammette: «Ancora nessuna risposta alla nostra richiesta alla sanità militare di medici infettivologi, anestesisti e internisti. Proseguiamo costantemente nella ricerca di ulteriore personale sanitario per rinforzare l’ospedale che è l’unico presidio della provincia di Fermo».

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