Movida, la riviera passata al setaccio: danneggiato il portone di un palazzo

Lunedì 14 Settembre 2020 di Sonia Amaolo
Fermo, movida, la riviera passata al setaccio: danneggiato il portone di un palazzo

FERMO - Due fori sulla porta a vetri d’ingresso. All’inizio si temeva che fossero di proiettili poi, secondo quanto riferiscono i carabinieri, si è scoperto che si tratta di colpi dati forse con una mazza. La segnalazione è arrivata ieri mattina dal condominio di via Salvadori Paleotti a Lido Tre Archi, al civico 26, sul lato più vicino alla spiaggia.

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I militari dell’Arma hanno effettuato subito il sopralluogo e indagano sull’accaduto. I residenti riferiscono di aver sentito parecchio rumore tra le 2 e le 4. Potrebbe essere stata usata la candela di un’auto. I frammenti in ceramica della candela sono più duri del vetro e se lanciati con violenza bucano le vetrate, producendo molto meno rumore di qualsiasi oggetto contundente. Le forze dell’ordine concentrano le attenzioni sui primi piani del palazzo, in uno di quegli appartamenti si segnala lo spaccio di droga. Partono da lì i militari, dagli stupefacenti.
 
C’è un altro aspetto che si sta valutando, però: più persone riferiscono che la sera in via Moro, davanti a un bar che è stato fatto chiudere, gli ambulanti abusivi vendono di tutto, anche oggetti rubati. Chissà che non ci sia di mezzo questo nel disordine della notte.
La scelta
A proposito del portone d’ingresso infranto, potrebbe essere ricondotto a un gesto intimidatorio o a una punizione. Un aiuto alle divise potrebbe arrivare dalle telecamere, chissà che non siano stati ripresi gli autori dell’offensiva. Salvo questo fatto scoperto dai condomini che dicono di aver passato la notte in bianco per i rumori, tutto sommato è stata una nottata tranquilla, lungo la costa e nell’entroterra, con tante persone in strada a godersi l’ultimo pezzo d’estate e giovani in cerca di divertimento. A controllare ci hanno pensato poliziotti, carabinieri, finanzieri e vigili urbani con verifiche nei luoghi più caotici. Monitorati i locali del lungomare Gramsci a Porto San Giorgio, uno dei quali era stato fatto chiudere per gli assembramenti in quanto troppi giovani erano stati trovati a ballare accalcati: ma queste problematiche non si sarebbero replicate nell’ultimo fine settimana, a quanto risulta. Le forze dell’ordine sono state sempre in movimento tra la statale, il lungomare e i centri rivieraschi per accertare che i gestori dei locali si stessero attenendo alle misure contenitive del contagio. L’uso delle mascherine tra i giovanissimi però non è in voga, le divise in questi casi, più che pensare a multare hanno sollecitato a metterle quando necessarie, dentro i locali e fuori nei casi di mancato rispetto del distanziamento.
La strategia
In pratica le divise hanno svolto un’azione di prevenzione più che di repressione. Anche le aree limitrofe al quadrilatero della movida sono state monitorate. L’entroterra, i locali del centro storico molto gettonati, non hanno dato problemi e non risultano segnalazioni per rumori molesti al 112 e 113, a differenza dei fine settimana agostani che avevano fatto arrossire i centralini.

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