Fallimenti, spariti 16 milioni e indagati 11 imprenditori. Cesetti in pressing: «La Regione parte civile»

Mercoledì 8 Settembre 2021 di Domenico Ciarrocchi
Fallimenti, spariti 16 milioni e indagati 11 imprenditori. Cesetti in pressing: «La Regione parte civile»

FERMO - Un’inchiesta che mette a soqquadro il distretto e che ora finisce in consiglio regionale. È stata condotta nei mesi scorsi dalla Guardia di finanza e ha portato alla denuncia di 11 imprenditori fra Fermo, Montegiorgio, Montegranaro e Rapagnano, accusati di aver distratto dai patrimoni fallimentari oltre 16 milioni.

 

Il consigliere del Pd Fabrizio Cesetti ha presentato un’interrogazione al presidente Francesco Acquaroli per sapere se le società coinvolte nell’indagine abbiano ricevuto finanziamenti dalla Regione e se la stessa intenda costituirsi parte civile nei futuri procedimenti penali che riguardano reati quali bancarotta fraudolenta semplice, documentale e preferenziale, ma anche patrimoniale aggravata e continuata con la distrazione dei beni per evitare la pretesa da parte dei creditori dei compensi dovuti. «Quanto accertato dalla Guardia di Finanza - rimarca Cesetti - sembra prefigurare disegni criminosi a danno del corretto andamento delle relazioni economiche e dell’economia pubblica, che nulla hanno a che fare con le difficoltà del settore pelli-calzature».
I guasti
Per Cesetti «producono invece ulteriori guasti al tessuto economico a danno di coloro che onestamente dispiegano energie per risollevarsi dalla crisi. Credo che la giunta regionale di fronte a tali ipotesi di reato debba ritenersi parte offesa e costituirsi parte civile nei relativi procedimenti penali. Il danno arrecato al tessuto produttivo del Fermano è un danno diretto alla Regione che nel corso degli ultimi anni ha destinato e continua a destinare consistenti risorse per risollevare questo territorio dalla crisi. Inoltre, si tratta anche di un atto di tutela di quegli imprenditori onesti che spesso, in caso di fallimento, non solo non riescono a ottenere il dovuto, ma sono costretti a restituire quanto ricevuto a seguito di azioni revocatorie, mentre altrettanto frequentemente non riescono a recuperare quanto a loro sottratto con comportamenti delittuosi anche a causa delle lungaggini delle azioni giudiziarie».

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