Addio ferite del sisma, i Sibillini ripartono dal turismo: «Visite record a Montefortino, ora dateci più infrastrutture»

Addio ferite del sisma, i Sibillini ripartono dal turismo: «Visite record a Montefortino, ora dateci più infrastrutture»
Addio ferite del sisma, i Sibillini ripartono dal turismo: «Visite record a Montefortino, ora dateci più infrastrutture»
di Francesco Massi
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Lunedì 5 Dicembre 2022, 05:20

FERMO - Il fascino dei Sibillini e del suo entroterra ormai ha sedotto i turisti nazionali ed esteri. Si chiudono con un bilancio ottimo le stagioni estiva ed autunnale e torna la speranza nelle zone ferite dal sisma e dallo spopolamento. L’esplosione di presenze dopo le riaperture post pandemia sembra essersi stabilizzata. Molto soddisfatti gli operatori turistici. Gestori che hanno combattuto, e continuano a farlo, contro i rincari astronomici dei prezzi dell’energia. Consumi che, specialmente nel periodo invernale, aumentano notevolmente per il riscaldamento vista la maggiore lunghezza della stagione fredda.


La strategia

Comunque hanno saputo tenere duro senza aumentare i prezzi ai clienti, con enormi sacrifici visto che i margini di guadagno si sono molto assottigliati. Territorio molto appetibile per turisti dal Nord Italia e molto dal centro-nord Europa, con tanti belgi ed olandesi, poi tedeschi ed i soliti inglesi, ma anche qualche arrivo da Francia, Usa, Brasile e Sudafrica. Punti di forza una natura incontaminata tutta da scoprire con le escursioni a piedi e in bike, stile di vita slow, panorami e ricchezze artistiche, cibi genuini e cucina sana legata ai prodotti del territorio. Il Santuario della Madonna dell’Ambro rimane sempre il motore principale del movimento turistico, innescando anche un’ampia economia circostante. Altro punto di forza le gole dell’Infernaccio, col suo percorso verso i monti, poi i borghi da visitare. «Oltre a stranieri e di altre regioni abbiamo avuto persone anche delle Marche – dice Maria Rosa Nunzi dell’agriturismo Il Borghetto di Montefortino specializzato in funghi e tartufi – e per i prezzi abbiamo preferito non scaricare gli aumenti dell’energia sui clienti, poiché anche le famiglie hanno grandi difficoltà. Poi noi abbiamo diversi operai che lavorano con le imprese della ricostruzione post sisma che rimangano per lungo tempo». Per Oreste Curi, titolare del B&B Villa delle Rose ad Amandola «occorre rafforzare l’aeroporto di Ancona, poiché c’è una fortissima richiesta dal nord Europa. Viene ripagato chi offre qualità, servizi, sa lavorare e investe, chi ha portato avanti progetti innovativi». Favorite le belle posizioni e tanta natura intorno come l’agriturismo Marulla a Montefalcone Appennino di Giuseppe Marziali, con una vista unica sulla rupe pliocenica del borgo medievale e dotato anche di piscina. L’importante è crearsi una buona reputazione. «Molti sono venuti col passaparola o stanno tornando anche dall’estero dopo esserci già stati. Il flusso – dice Marziali - è ripreso alla grande dopo sisma e pandemia. Certo gli aumenti delle bollette sono mazzate pesanti. Gli stranieri prenotano in genere a gennaio-febbraio e quindi possiamo programmarci, ma questi aumenti così forti erano imprevisti. Sono molto fiducioso nella ulteriore crescita del turismo nella zona dei Sibillini».

La tavola

Anche i ristoranti hanno lavorato bene e ci sono dei giovani che in queste zone si sono messi in gioco e apportano ventate di novità, raffinatezza e creatività. Un esempio è Da Sebastiani di Ortezzano. Una creatura dello chef Carlo Sebastiani, che, da appena un anno e mezzo è all’opera. Un esempio di alta cucina degna dei più blasonati ristoranti italiani in un piccolo borgo. Massimo 25 posti in una ex cantina ristrutturata. «Utilizziamo prodotti stagionali del nostro territorio – dice lo chef - per inventare nuovi piatti. E’ importante innovare in cucina e siamo molto soddisfatti delle presenze. Abbiamo avuto molti stranieri che da noi arrivano anche in inverno. Il periodo è stato favorevole anche per i tanti eventi di quest’anno che hanno portato la gente ad uscire di più».

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