Giappone, Corea e Germania:la moda del Fermano cerca nuove mete per l'export dopo la Russia

Giappone, Corea e Germania:la moda del Fermano cerca nuove mete per l'export dopo la Russia
di Massimiliano Viti
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Venerdì 8 Luglio 2022, 03:40

FERMO - Non dipendere più da mamma Russia. Con questo obiettivo le aziende della moda fermane hanno partecipato ai saloni che si sono svolti a Seul (29 giugno – 1 luglio), poi a Tokyo (dal 5 luglio fino a ieri 7 luglio) e ora sono presenti a Berlino (da ieri fino a domani). Corea, Giappone e Germania sono mercati molto importanti per la moda fermana, dalle calzature alle borse e ai cappelli.

Appuntamenti fieristici che consentono alle imprese presenti di esplorare nuove destinazioni o di consolidare i rapporti già esistenti con incontri di persona, sempre più efficaci rispetto alle videochiamate.

La fiera

A Berlino ieri è stata la giornata inaugurale di Premium, che terminerà sabato 9 luglio. Le Marche partecipano con 26 aziende, la metà proveniente dalla provincia di Fermo. Ognuna di loro sarà presente con uno stand messo a disposizione dalla Regione Marche. Tra questi il brand Viola Fonti di Monte San Pietrangeli, che ha la Germania come mercato di riferimento. «Premium è una vetrina che arriva a fine invernale e inizio dell’estivo per cui non mi aspetto molti ordini» afferma il titolare dell’azienda Fabio Fonti che prosegue: «Speriamo che ci siano visitatori e di prendere contatti per costruire relazioni che potrebbero portare a delle commesse». Se alcune aziende partecipano perché il mercato tedesco è prioritario, altre sono presenti per esplorare destinazioni alternative alla Russia.
Il salone

Per una fiera che inizia ce n’è una che termina. Ieri 7 luglio è stato il giorno di chiusura del salone Moda Italia, che ospita Shoes from Italy Tokyo. Sono stati 54 i marchi italiani di pelletteria e 34 quelli di calzatura che hanno esposto a Belle Salle Shibuya Garden della capitale nipponica. Tra questi diversi imprenditori fermani come Fabiano Ricci, titolare dell’omonimo calzaturificio di Monte Urano: «Le ultime due giornate sono state più frequentate rispetto al primo. Molti contatti ma gli affari sono frenati sia dal cambio dello yen contro l’euro e sia dall’aumento dei prezzi dei prodotti a cui va aggiunto anche quello delle spedizioni». Il bilancio finale dell’appuntamento fieristico è stato comunque buono dato che il salone rappresenta un’ottima occasione per essere presenti e mantenere il contatto con i clienti. Lo scorso primo luglio si è chiusa invece l’evento Italian Fashion Days in Korea. Il bilancio della manifestazione che ha portato 38 marchi italiani negli spazi di S-Factory di Seul è soddisfacente. I brand hanno esposto le collezioni uomo e donna per la stagione Primavera/Estate 2023. L’esito del salone conferma il buono stato di forma del mercato coreano che ha gusti e competenze per apprezzare i prodotti made in Italy. Il salone è stato organizzato da Ente Moda Italia, Associazione Italiana Pellicceria (AIP), Assocalzaturifici, Assopellettieri e SMI. Ha espresso soddisfazione Francesco Grassi, dello storico marchio Aldo Bruè di Monte San Pietrangeli: «Il bilancio è positivo. È stata svolta un’intensa attività di network a dimostrazione di come siano vincenti la presenza sul territorio e la frequenza dei contatti. Il salone ci ha offerto l’opportunità di conoscere un mercato nuovo con molte potenzialità per il made in Italy». Siro Badon, presidente di Assocalzaturifici, ha anche sottolineato come la Corea del Sud abbia quadruplicato i suoi acquisti di scarpe italiane tra il 2011 e il 2019: «Esserci dopo un biennio segnato dalle restrizioni dovute alla pandemia è stato un segnale notevole. Significa consolidare relazioni commerciali e aprirne di inedite».

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