Maxi rincari, si fermano anche i cantieri: «Situazione impossibile, le ditte preferiscono aspettare»

Il presidente di Ance Fermo Massimiliano Celi
Il presidente di Ance Fermo Massimiliano Celi
di Massimiliano Viti
3 Minuti di Lettura
Sabato 16 Aprile 2022, 04:40

FERMO  - Per il rincaro dei materiali, nel Fermano sono ferme diverse opere pubbliche: 20 chilometri di asfalìtatura sospesi sulla Faleriense, 25 sulla Valdaso, 30 sulla Val di Chienti e altri 10 sulla strada statale 78 Picena. Ci sono problemi per l’avvio del cantiere per la rotatoria a Marina Palmense mentre le bretelle di Amandola e di Fermo vedono allungare i tempi di realizzazione.

 


«Questo perché i costi superano i ricavi e le ditte appaltatrici preferiscono non lavorare e attendere che i prezzi delle materie prime diminuiscano» spiega il presidente di Ance Fermo Massimiliano Celi che ribadisce il concetto: «Con i prezzi dei materiali fuori controllo, per le imprese edili è diventato più vantaggioso fermare i cantieri avviati piuttosto che proseguirli». Per un’azienda edile il pagamento delle penali previste per l’inadempimento agli obblighi contrattuali è più conveniente rispetto al finire i lavori con i costi che superano di gran lunga i ricavi. Mentre nessuna azienda partecipa alle gare per nuove opere che dunque restano al palo.

«Noi costruttori - illustra lo stesso Celi - ci troviamo da un lato con un aumento incontrollato dei prezzi dei materiali e dall’altro lato con contratti blindati da prezzari di riferimento di per sé già bassi. Qualche esempio? Il tavolame in legno per i ponteggi è passato da 280 euro al metro cubo a 500 euro. Il ferro da circa 1,05 euro al chilogrammo a 1,60 euro. Poi il cemento, su cui grava il rincaro del gas per il conflitto in Ucraina e la speculazione finanziaria, e il calcestruzzo, che aumenterà di 15 euro al metro cubo dal primo maggio». Il prezziario regionale che viene preso di riferimento per le opere pubbliche e quello per la ricostruzione post sisma prevedono importi molto più bassi rispetto a quelli di mercato. «Come Ance abbiamo chiesto un incontro al commissario straordinario Giovanni Legnini per delineare il nuovo prezzario» ha affermato Celi che poi prosegue: «Noi abbiamo chiesto un incremento del 25% per poter coprire i costi ma sembra che al massimo si potrà arrivare al 15%».

Sul versante opere pubbliche, il governo sta lavorando alla compensazione dei prezzi di alcune materie prime nel secondo semestre 2021. Compensazione che però coprirà al massimo il 25%. Da qui i cantieri fermi. Cosa chiede Ance? «La revisione prezzi per riattivare le opere pubbliche e private; chiediamo alla politica l’aggiornamento del prezziario regionale di riferimento e la riattivazione della cassa integrazione straordinaria».

© RIPRODUZIONE RISERVATA