Mancano i vaccini, frena la campagna all’ospedale Murri. Personale, continua il pressing dei sindacati sui vertici dell’Area vasta

Mercoledì 20 Gennaio 2021 di Francesca Pasquali
Mancano i vaccini, frena la campagna all ospedale Murri. Personale, continua il pressing dei sindacati sui vertici dell Area vasta

FERMO  - AAA vaccini cercansi. Le celle frigorifere del Murri sarebbero ormai vuote e il piano vaccinale dell’Area vasta 4 rischia lo stop. In settimana dovrebbe arrivare un nuovo carico, ma di certezze, al momento, non ce ne sono. L’altro ieri è cominciata la somministrazione della seconda dose ai primi operatori sanitari vaccinati. Nelle Rsa e nelle case di riposo del Fermano è in corso la somministrazione della prima. Resterebbero, per adesso, scoperte le strutture convenzionate e una parte dei volontari delle pubbliche assistenze.

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Le dosi finora consegnate all’Area vasta 4 che copre il Fermano sono state circa quattromila. La settimana scorsa ne erano rimaste cinquecento, per i richiami. Senza l’arrivo di nuovi carichi, insomma, andare avanti con le vaccinazioni è impossibile.


Non accenna, intanto, a placarsi il vespaio che da una decina di giorni aleggia sul Murri. I focolai scoppiati in ospedale, che hanno contagiato un’ottantina di operatori sanitari e altrettanti pazienti, hanno risvegliato l’ira dei sindacati. Sulla graticola il direttore dell’Av 4, Licio Livini, che proprio ieri ha incontrato le rappresentanze sindacali. Dopo il Cimo, a mettere il carico è stato l’Intersindacale Asur Marche, che chiede un incontro urgente con i vertici della sanità regionale e dell’Av 4 «al fine di fare cessare prassi e comportamenti illeciti o illegittimi, di predisporre le iniziative di controllo per garantire il rispetto delle norme a presidio della sicurezza e pertinenza delle cure e di avviare indagini volte ad accertare se siano ravvisabili estremi di reato».

Motivo dello scontro sono i presunti spostamenti dei sanitari «da una sede all’altra, in modo irregolare, anche senza i necessari ordini di servizio per iscritto e spesso con una semplice comunicazione orale, giungendo ad assegnare dirigenti medici privi della necessaria specializzazione in reparti dedicati o, comunque, ove sono ricoverati pazienti Covid 19». Sotto accusa anche la precettazione dei medici del 118, chiamati a prestare servizio in pronto soccorso, rimasto scoperto. Decisione che, per il sindacato, «sta creando una situazione critica al servizio di emergenza urgenza nella gestione dei pazienti critici».


Sulla questione entra a gamba tesa anche la Fials (Federazione italiana autonomie locali e sanità). «La Potes di Sant’Elpidio a Mare viene trasformata in infermieristica – denuncia il segretario provinciale, Francesco Cardone –, poiché i medici devono rinforzare il pronto soccorso di Fermo, dove la maggioranza di medici, infermieri e operatori sanitari è in quarantena». «La “carenza programmata” di personale – prosegue – ha fatto sì che i nodi venissero al pettine. Se chi dirige avesse preso diversa posizione, non accettando tali dettami, forse la situazione sarebbe stata meno grave di quella attuale». «Eravamo pronti a dare il nostro appoggio alla Direzione per un cambio di rotta – rimarca Cardone –, abbiamo chiesto un incontro pubblico in tempi non sospetti per spiegare determinate posizioni, ma nulla di tutto questo è accaduto».

Ieri, nel Fermano, i nuovi casi sono stati 38. I positivi sfiorano quota 1.300. Le persone in quarantena sono 1.754, di cui 239 sintomatiche. Con 320 positivi, Fermo è il Comune con il maggior numero di contagi. Rapportando il dato a quello degli abitanti, è però Porto Sant’Elpidio, che ne ha 293, quello con l’incidenza maggiore. A Scendere, a Sant’Elpidio a Mare, ieri, i positivi erano 117, a Porto San Giorgio 101, a Montegranaro 96, a Monte Urano 85. Cala a sei il numero dei Comuni Covid-free. Nessun contagio, al momento, a Monsampietro Morico, Monte Vidon Combatte, Monte Vidon Corrado, Montefalcone, Ortezzano e Smerillo.


Con l’emergenza è ancora nel pieno, l’aiuto di ognuno può essere prezioso. Il sindaco di Fermo farà la sua parte, donando il plasma iperimmune. «Ho avuto conferma dall’Asur di anticorpi anti-Covid ben presenti – ha scritto Paolo Calcinaro sui social – e quindi donerò il plasma. Invito chi può a farlo. Donare plasma o sangue è sempre un dovere».

 

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