Dopo la lupa, i cinghiali: l'ultimo avvistamento a Santa Caterina. Il sindaco Calcinaro: «Bisogna fare attenzione»

Mercoledì 22 Giugno 2022 di Chiara Morini
Dopo la lupa, i cinghiali: l'ultimo avvistamento a Santa Caterina. Il sindaco Calcinaro: «Bisogna fare attenzione»

FERMO - Cinghiali, forse lupi e anche un paio di caprioli: animali selvatici iniziano a vedersi in città a Fermo. «La segnalazione – commenta il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro – è stata doppia. Una famiglia di cinghiali è stata vista tra via Crollalanza e Santa Caterina. Se siete a piedi e li incrociate, non pensate alle pappardelle ma prestate attenzione».

 
Il motivo
Quanto ai cinghiali, da un lato bisognerebbe cercare di capire perché scendono sempre più a valle, con rischi di incidenti stradali, dall’altro c’è l’urgenza di risolvere il problema perché danneggiano il settore agricolo. «L’urgenza – commenta Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Ascoli Fermo – è alta, e serve quanto prima un intervento di depopolamento». La Coldiretti, nelle scorse settimane, ha fatto una manifestazione a Roma, alla quale ha partecipato anche una delegazione marchigiana. «In quell’occasione – spiega ancora Goffredo – abbiamo chiesto a gran voce al Governo di organizzare un piano di abbattimento straordinario, per ridurre la popolazione dei cinghiali, solo allora, risolta l’urgenza potremo parlare di coesistenza». Il problema è quasi un’emergenza, visto i danni che il passaggio di uno o più cinghiali causa ai campi. «Il cinghiale – aggiunge – al passaggio devasta il campo seminato, distruggendo ogni cosa. Colture e quant’altro, e non si può recuperare nulla: l’unica cosa che si può fare è tornare a seminare daccapo il campo interessato». Ci sono colture che sembrano piacere più di altre ai cinghiali, e per questo in alcuni casi non si piantano più, come a volte accade per i ceci. E il problema, a parte l’avvistamento urbano a Fermo, è esteso anche in tutto il territorio provinciale. «Sono nelle campagne del Fermano – dice Goffredo – in quelle dell’Ascolano. Il fenomeno interessa tutte le zone di nostra competenza, fossero campagne o altre zone pedeappenniniche. Tutte le valli sentono e soffrono il problema. Anche individuarli è difficile, perché si spostano molto, soprattutto di notte e, se non hanno piccoli a cui badare, vanno pure più veloci». Problemi agricoli, ma anche di sicurezza».


I timori
Se si incrocia un cinghiale mentre in auto, il rischio di incidente è alto. Dati della Regione alla mano, riportati nelle scorse settimane dalla Coldiretti, nel 2021 gli incidenti stradali son stati 478, di cui 13 (dati Asap) con feriti gravi. Questo per quanto riguarda la strada, perché poi, anche se per ora c’è solo il rischio, Roma insegna che i cinghiali potrebbero essere portatori di peste suina. «Ribadisco – chiude Goffredo – bisogna risolvere il problema e ripristinare la sicurezza pubblica, sanitaria, e dell’agricoltura».

Ultimo aggiornamento: 13:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA