Tre Archi invade piazza del Popolo, pressing sulla sicurezza: «Solo chiacchiere, servono interventi veri​»

Sabato 24 Luglio 2021 di Sonia Amaolo
Tre Archi invade piazza del Popolo, pressing sulla sicurezza: «Solo chiacchiere, servono interventi veri»

FERMO - «Telecamere? Moltissime. Immagini utili? Nessuna» si leggeva ieri in piazza del Popolo in uno dei manifesti tenuti a braccio dai residenti di Lido Tre Archi, andati a protestare nel cuore del capoluogo sotto la “casa” del sindaco Paolo Calcinaro, davanti al Comune. Un flash mob partito alle 10 di mattina. Uomini e donne hanno preso la macchina e sono andati in centro. Allineati sotto al Palazzo dei Priori per la foto di rito con i cartelli belli in vista, a distanza di sicurezza e con la mascherina.

 


«Oggi siamo qui ma non ci fermeremo, i nostri diritti in ogni sede difenderemo» era la frase rimata sorretta da un signore in t-shirt gialla e bermuda. E ancora «controllo di vicinato, come concordato, tu sindaco hai fermato» altra rima baciata retta da una donna vestita di bianco. Lettere a caratteri cubitali «perché tutti quelli destinati alla detenzione domiciliare o all’obbligo di dimora vengono spediti a Lido Tre Archi» e sul posto fisso delle forze dell’ordine qualcuno chiedeva «ora o mai più». Dal mare all’entroterra, il tour dei fermani della riviera è un chiaro messaggio al Comune. Un flash mob organizzato da Confabitare e dal comitato Corta. Residenti, proprietari di immobili chiedono il presidio fisso, il controllo di vicinato, il monitoraggio degli appartamenti e una videosorveglianza funzionale. Il comitato aveva firmato il memorandum per la sicurezza con il Comune ma quel documento «è stato stravolto dall’amministrazione e gli effetti sulla sicurezza sono pari a zero» diceva il senatore Antonio Saccone (Udc) al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese nell’interrogazione presentata la scorsa settimana.

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