Nuovo anno, matricole allo start. Ma cresce la rabbia contro i tagli delle classi, c'è chi minaccia le barricate

Martedì 7 Settembre 2021 di Francesca Pasquali
Nuovo anno, matricole allo start. Ma cresce la rabbia contro i tagli delle classi, c'è chi minaccia le barricate

FERMO - C’è ancora l’Iti Montani in vetta alle scelte scolastiche dei ragazzi di primo superiore. Con 14 classi autorizzate, si conferma la scuola preferita dalle matricole, attirando, grazie al convitto, studenti da mezza Italia. Informatica e telecomunicazioni l’indirizzo più gettonato. Un trend ingranato da tempo. che, quest’anno, ha portato alla formazione di sette sezioni. Seguono, appaiate, Chimica e biotecnologie e Meccanica e meccatronica con due sezioni. Elettronica ed elettrotecnica, Trasporti e logistica e Agraria, quest’ultima nella sede distaccata di Montegiorgio, contano una sezione ciascuna.

 

 
I timori
Alle prese con la formazione delle classi, le scuole sono avare di numeri. I trasferimenti degli ultimi giorni possono spostare di qualche unità, ma ormai le cifre sono quelle. Undici i nuovi primi del Liceo Calzecchi Onesti: tre allo Scientifico, tre al Linguistico, due alle Scienze applicate, due al percorso dello Scientifico con il potenziamento dell’inglese, una a quello con il potenziamento della matematica. Quest’anno, il Liceo Caro avrà sette sezioni: tre al Classico, tre alle Scienze umane e una all’indirizzo Economico sociale delle Scienze umane. La scuola di via Leopardi, ma non è la sola (le altre sono l’Iiss Urbani di Porto Sant’Elpidio, l’Ipsia Ricci, il Conservatorio Pergolesi, l’Itet Carducci-Galilei e il biennio, il convitto e la Meccanica del Montani, a Fermo), ripartirà in mezzo ai lavori. Cinque classi saranno spostate al Fermo Forum, assieme a 7 dello Scientifico. Cinque i primi al Liceo artistico: 4 a Fermo, una a Porto San Giorgio, per un totale di 130 studenti. 150 le nuove leve dell’Ipsia Ricci, divise in sei primi. L’Itet Carducci-Galilei non ha fornito i dati; stesso discorso per la sede di Porto Sant’Elpidio dell’Urbani. A Montegiorgio attivati 3 primi tra Liceo scientifico e uno all’Ite; a Sant’Elpidio a Mare uno all’Alberghiero e uno ai Servizi per la sanità e l’assistenza sociale (Oss).


La protesta
Se alle superiori si lavora per definire i numeri, negli Isc dei Comuni terremotati si cerca di salvarle. «Con questo atteggiamento dell’Ufficio scolastico rischiamo di avere scuole nuove, ma vuote - dice il consigliere regionale Fabrizio Cesetti sulle pluriclassi nelle scuole del cratere -. Se da parte del Governo e del Ministero c’è stata massima disponibilità, sia con finanziamenti che con interpretazioni che consentono una deroga alle decisioni, è inconcepibile che da Ancona usino cavilli burocratici per non risolvere problemi a tantissime famiglie. Con il gruppo consiliare del Pd ha presentato una mozione per «sollecitare urgentemente l’Usr Marche a rispettare la possibilità di articolare gruppi classe anche con numeri inferiori ai limiti normativi». Un’altra battaglia è poi quella delle 8 famiglie di Lapedona i cui figli, dal 15 settembre, frequenteranno la prima elementare. Quel giorno, assicurano, li accompagneranno all’ingresso della scuola del paese e, se qualcuno non li farà entrare, chiameranno le forze dell’ordine. Il muro contro muro con l’Ufficio scolastico va avanti da giugno. Da quando l’Usr ha negato la costituzione della prima classe, autorizzato la pluriclasse con la seconda, ma vietato agli 8 bambini di frequentarla, indirizzandoli ad Altidona. Il Comune ha cercato di capire. Ha chiesto spiegazioni, senza, però, ottenerle. «È la prima volta che ci troviamo in una situazione del genere, anche se i nostri numeri, più o meno, sono sempre stati quelli. Il motivo? Non ce l’hanno detto. Dicono solo che riguarda la didattica e l’uniformità dell’insegnamento», spiega il sindaco Giuseppe Taffetani.


L’Isc
La scuola fa parte dell’Isc Pagani di Monterubbiano. È formata da due pluriclassi: terza e quinta (la quarta non c’è) e prima e seconda. Solo che neppure la prima, quest’anno, ci sarà. Taffetani ha chiesto l’ennesimo incontro con l’Usr. «Stiamo lottando insieme a loro. La speranza c’è ancora. Faremo tutto il possibile. Perché questi bambini potrebbero tranquillamente frequentare la pluriclasse senza problemi di didattica e perché chiudere le scuole dei piccoli borghi significa farli morire», dice il sindaco. Che sottolinea pure i problemi organizzativi e di trasporto che le famiglie dei piccoli dovranno affrontare».

 

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