Fermo, «un piano per l’accoglienza»
Migranti e reati in calo, prefetto ottimista

Fermo, «un piano per l’accoglienza» Migranti e reati in calo, prefetto ottimista
di Francesca Pasquali
3 Minuti di Lettura
Giovedì 23 Novembre 2017, 11:11

FERMO -  Vede del buono nel Fermano il prefetto Maria Luisa D’Alessandro. A pochi giorni dal suo insediamento e dopo aver conosciuto i rappresentanti delle istituzioni locali, ieri la nuova inquilina di palazzo Sassatelli ha incontrato la stampa. Un discorso aperto, quello del nuovo prefetto, che fa presagire aria di novità. A tenere banco soprattutto la questione immigrazione e l’incerto futuro dei giovani accolti nel territorio. Plaude al lavoro volontario dei richiedenti asilo, D’Alessandro, che a Fermo e in altri Comuni già da qualche tempo vede gli immigrati impegnati nella cura del verde e del decoro urbano. E sogna un sistema che permetta di integrare sempre più i migranti nel tessuto sociale dei luoghi che li ospitano. «Al volontariato – ha detto il prefetto – si potrebbero unire le istituzioni che hanno determinate competenze e il mondo che ha cultura e volontà. Per farlo ci deve essere una fortissima sinergia e un’idea precisa, visto che ogni territorio ha le proprie specificità. Appena arrivata ho avuto la sensazione che questo laboratorio qui possa avere un vero significato. Sarebbe bello dare loro un lavoro e farli entrare nella società in maniera virtuosa, abbattendo così le paure».

Al riguardo, è scaduto ieri il bando rivolto ai Cas (Centri di accoglienza straordinaria) per ospitare 150 nuovi migranti. La Prefettura ha infatti portato il numero dei richiedenti asilo che potranno arrivare in provincia dagli attuali 650 a 800. Un tema, quello dell’accoglienza, tornato sotto i riflettori in questi giorni, dopo la segnalazione di alcuni immigrati pakistani costretti a dormire all’aperto perché le strutture che avrebbero dovuto ospitarli avevano raggiunto la massima capienza. «Anche chi arriva dalla rotta balcanica – ha spiegato il viceprefetto aggiunto Francesco Martino – e quindi sopratutto pakistani e afghani, è accolto dai Cas che gradualmente stanno assorbendo anche chi è giunto negli ultimi giorni. Serve però gradualità, perché i centri non vadano in sovrannumero e le cifre non siano impattanti per il territorio di riferimento. Anche per questo abbiamo aumentato il numero di persone da poter accogliere, in modo che non debbano dormire per strada e che le amministrazioni non si ritrovino con situazioni di degrado». Tra i primi impegni del prefetto il Comitato provinciale per la sicurezza che si è riunito l’altro ieri. Oltre alle forze dell’ordine, all’incontro hanno partecipato la presidente della Provincia e i sindaci di Fermo, Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio.

Il calo dei reati, con furti e rapine scesi del 13%, e i risultati ottenuti dai controlli sul territorio per spaccio e prostituzione, i temi al centro del tavolo. «Dai dati che mi sono stati comunicati – le parole del prefetto – tutti i reati sono in calo e l’evasione fiscale a Fermo è inferiore al resto d’Italia, il che vuol dire che c’è un senso profondo di come dovrebbe essere un Paese competitivo. Laddove la crisi sembra devastante e abbatte qualunque energia positiva, qui si ha la sensazione che si possa guardare avanti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA