Fermo, le guide ambientali a quelle
alpine: «Noi non siamo abusivi»

Le guide ambientali a quelle
alpine: «Non siamo abusivi
La montagna è di tutti»
FERMO - «La montagna è di tutti, va fruita in modo libero e in sicurezza. Noi siamo professionisti, altro che abusivi». Leonardo Perrone, coordinatore regionale Aigae, associazione italiana guide ambientali escursionistiche, chiarisce così la posizione ed il ruolo della sua categoria. La sua è una risposta alle affermazioni, pubblicate nei giorni scorsi, del presidente del collegio Guide alpine Marche, Marco Vallesi, che rimarcava come le escursioni su terreni innevati fossero per legge competenza delle Guide alpine.

Una querelle che ha interessato anche i tribunali. «E’ vero che una sentenza del tribunale di Belluno ha accolto le ragioni delle Guide alpine – ricorda Perrone – E’ un provvedimento di primo grado in cui si ravvisano ampi margini per fare appello. Va detto anche che nella nostra regione una sentenza del tribunale di Pesaro ha archiviato il caso che vedeva indagata una Guida ambientale, non ravvisando alcun esercizio abusivo. Anche una sentenza della Corte costituzionale del 2005 ha rimarcato la differenza tra le due professioni». Una differenza, secondo il coordinatore Aigae, sostanziale. «La nostra categoria non può accompagnare gli escursionisti su percorsi che prevedano uso di corde, piccozze, ramponi – precisa Perrone – questo viene disciplinato chiaramente dalla normativa regionale. Le Guide alpine vorrebbero l’esclusiva dell’accompagnamento su terreni innevati, ma nelle Marche ce ne sono appena 4, non riuscirebbero mai a coprire la domanda sempre crescente. Noi siamo 200 nelle Marche, parliamo di un movimento importante, nel 2017 sono stati ben 35.000 i turisti accompagnati in escursioni in montagna, 3.500 quelli che hanno partecipato a ciaspolate sulla neve. Facciamo attività diverse. Le guide alpine fanno riferimento al Ministero dello sport, noi siamo iscritti negli elenchi ufficiali del Ministero per lo sviluppo economico».
Un aspetto fondamentale, quando si parla di uscite in montagna, riguarda la sicurezza. 

«Sotto questo aspetto le guide ambientali escursionistiche svolgono un corso di 400 ore riconosciuto dalla regione Marche – continua Perrone – Un’attività che prevede anche una formazione di Blsd, primo soccorso, una preparazione nel coordinamento di gruppi per l’accompagnamento in montagna ed una conoscenza del territorio e della metereologia. Inoltre, essendo la nostra associazione iscritta al Ministero dello sviluppo economico, siamo tenuti ad effettuare corsi di aggiornamento, perchè dare continuità alla formazione è un aspetto essenziale. Proprio a fine gennaio partirà un ulteriore corso proprio nelle Marche. Non c’è dubbio che le Guide alpine abbiano una formazione più specifica sotto il profilo tecnico e sportivo, aspetti che a noi non competono. L’infortunio più grave che capita nelle nostre escursioni è una distorsione».

Perrone invita poi a non sottovalutare l’aspetto turistico, economico e sociale del lavoro svolto dalle Gae. «Il movimento turistico che interessa le aree montane cresce – conclude il coordinatore Aigae – è ancor più importante sostenerlo nelle Marche, dopo i terribili danni prodotti dal sisma. Portiamo migliaia di persone a scoprire luoghi meravigliosi, sono sempre di più i turisti desiderosi di vivere escursioni. Svolgiamo un’attività che crea occupazione e muove l’economia, inoltre abbiamo promosso nell’ultimo anno diverse iniziative solidali, con la raccolta di fondi in favore delle zone terremotate. Personalmente faccio la guida da quasi 20 anni, un lavoro sempre svolto con professionalità e massima attenzione alla sicurezza. Altro che abusivo».
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Venerdì 12 Gennaio 2018, 04:05 - Ultimo aggiornamento: 12-01-2018 04:05

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