Ripani, poliziotto eroe orgoglio del Fermano. Ricordo in Questura del prefetto Serra: «Grande coraggio»

Ripani, poliziotto eroe orgoglio del Fermano. Ricordo in Questura del prefetto Serra: «Grande coraggio»
Ripani, poliziotto eroe orgoglio del Fermano. Ricordo in Questura del prefetto Serra: «Grande coraggio»
di Sonia Amaolo
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Sabato 18 Novembre 2023, 04:40 - Ultimo aggiornamento: 11:17

FERMO - Giorno dei ricordi e delle speranze ieri in Questura a Fermo, mattina dedicata al vicebrigadiere Giovanni Ripani, un eroe e un vanto per il Fermano, medaglia d’argento al valor militare, vittima del dovere. A lui è stata dedicata la sala conferenze della sede provinciale della polizia. Il filo rosso che collega via Italia a Fermo con piazza della Vetra a Milano è quel maledetto 17 novembre 1975, quando Giovanni, 27 anni, nato ad Altidona, in qualità di caposquadra della Volante di Milano, è rimasto ucciso in un conflitto a fuoco mentre tentava di fermare i malviventi che stavano per assaltare una banca. Il capo era Renato Vallanzasca. Prima di morire il poliziotto riuscì a sparare e colpire a morte Mario Carluccio e a ferire un altro bandito, Francesco Careccia. Orgoglio del Fermano il poliziotto morto nello svolgere il suo dovere.

 
Il dirigente


Il prefetto Achille Serra, al tempo dirigente del turno di servizio in cui operava il vicebrigadiere, è venuto a Fermo per l’occasione, toccante il suo ricordo: «Ho due immagini nella mente della mia storia da poliziotto – dice Serra –: l’ingresso della Banca nazionale dell’Agricoltura (la strage di piazza Fontana, ndr) – e Giovanni per terra.

Signor questore hai fatto una cosa meritevole, un ricordo straordinario di un grande uomo, per me è un onore stare qui. Ci sono poliziotti che non si possono dimenticare, uomini onesti, puri, lavoratori. Giovanni non si risparmiava mai. Quante notti abbiamo passato a contrastare il crimine, i rapinatori. Giovanni era sempre presente. Se quel giorno non fosse uscito dalla Volante, se fosse rimasto in macchina ad aspettare i rinforzi, non sarebbe morto, ma un uomo coraggioso non teme niente e agisce. Tanti pensavano allo stipendio, Giovanni no, era brillante, gentile, bello, alto».


La fidanzata


«Le poliziotte - ricorda - gli giravano intorno, aveva una fidanzata a casa. Hanno ucciso una parte di noi. Era uno dei migliori e feci una promessa quel giorno, dissi che avrei inseguito la banda e così è stato, erano anni difficili e non ci si poteva fidare di nessuno, erano anni del movimento studentesco, studenti che davano fuoco alle macchine e ci tiravano addosso tutto, era il tempo delle Brigate Rosse ma alla fine abbiamo vinto noi».

Per l’occasione la Questura era gremita, c’erano i questori da tutte le Marche, i sindaci fermani, i bambini della scuola elementare Giovanni Ripani di Altidona, i famigliari del poliziotto eroe. Il questore di Fermo Luigi Di Clemente fa la cronistoria, l’arruolamento nel 1967, «erano tempi pieni di speranza e tragici, di contestazione studentesca, banditismo, fenomeni mafiosi, oltre all’effervescenza politica del tempo. La Milano degli anni ’70 non è quella che conosciamo oggi, c’erano 150 morti l’anno, erano gli Anni di Piombo. Il 17 novembre di 47 anni fa è una data da ricordare, abbiamo un eroe inconsapevole».


Il messaggio


Il prefetto Michele Rocchegiani invita a «dare un preciso messaggio di consapevolezza alle giovani generazioni, Ripani non faceva quel lavoro per lo stipendio, la sua era una precisa scelta civica, questo è il messaggio che dobbiamo trasmettere. Abbiamo sconfitto le organizzazioni criminali come la banda Vallanzasca grazie all’alto senso civico di giovani come Giovanni».


L’emozione


Emozionata la bellissima Giorgia, nipote somigliante come una goccia d’acqua allo zio: «Siamo qui per non dimenticare tutti gli uomini dello Stato che hanno dato la vita per lo Stato - dice -: il tempo che passa non sottrae valore a persone di questa natura». Giuseppe, fratello del vicebrigadiere svela la targa e riceve la pergamena, la benedizione del cappellano don Adam Baranski chiude una giornata memorabile.

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