Parà di 45 anni muore nel tragico schianto: indagato anche un istruttore

Sabato 27 Febbraio 2021 di Domenico Ciarrocchi
Fermo, parà di 45 anni muore nel tragico schianto: indagato anche un istruttore

FERMO - C’è anche un fermano coinvolto nell’inchiesta di un parà pugliese avvenuta in Basilicata. Si tratta di D.V., 43 anni, di Grottazzolina, istruttore del corso tenutosi nell’aviosuperficie, teatro poi della tragedia, dal 13 al 16 giugno di due anni fa; al termine delle lezioni era stato rilasciato il brevetto alla vittima. Il Gip ha accolto le richieste dei famigliari del parà, respinto l’archiviazione e disposto un supplemento d’indagine di sei mesi.

 

Il tribunale

Saranno verificate la preparazione della vittima (e da qui il coinvolgimento del fermano) e l’idoneità della scuola di lancio. A perdere la vita era stato Francesco Carone, 45 anni, morto durante un lancio, i cui famigliari sono assistiti dallo Studio3A-Valore e dall’avvocato Aldo Fornari. Il Gip del tribunale di Potenza è Antonello Amodeo. Carone perse la vita il 4 agosto 2019 a Falcone di Gaudiano di Lavello (in provincia di Potenza).

Gli accertamenti

Per l’incidente il Pm della Procura Maria Cristina Gargiulo aveva indagato tre persone per omicidio colposo in concorso: A.G., 49 anni, di Filottrano (Ancona), fondatore e direttore della scuola di paracadutismo dell’associazione Fly Zone frequentata dalla vittima e che aveva organizzato l’attività a Lavello, istruttore e pilota del Cesna da cui si effettuavano i lanci; P.T., 45, di Bisceglie, direttore di lancio, e, appunto, il fermano. Il sostituto procuratore, chiuse le indagini preliminari, ha chiesto l’archiviazione in base alle conclusioni della consulenza tecnica affidata a Gianluca Giani, istruttore e direttore di scuola di paracadutismo e di lancio e presidente della sezione di Firenze dell’Associazione nazionale paracadutisti d’Italia. Il consulente aveva descritto l’incidente come una concatenazione di errori umani di Carone, paracadutista di lungo corso (già parà della Folgore e tesserato dell’Andpi Barletta), ma “neofita” della specialità dell’ala vincolata, che prevede lanci da 1.500 metri con apertura automatica del paracadute tramite una fune di vincolo collegata all’aereo: aveva seguito il corso di giugno e il lancio del 4 agosto faceva parte dell’addestramento.

La contestazione

Gli avvocati della famiglia (la vittima ha lasciato la moglie, la madre e la sorella) hanno incaricato un esperto, l’ingegner Pietro Pallotti, di esaminare la dinamica di quanto avvenuto e le sue valutazioni sulle responsabilità sono risultate molto diverse, con la necessità di effettuare ulteriori accertamenti per chiarire quanto avvenuto.

 

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