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Fermo, la Procura apre un fascicolo
sui Black Axe ai funerali di Emmanuel

Fermo, la Procura apre un fascicolo sui Black Axe ai funerali di Emmanuel
3 Minuti di Lettura
Martedì 29 Novembre 2016, 05:25

FERMO - La Procura di Fermo sta svolgendo in queste ore indagini esplorative ad ampio raggio, per il momento contro ignoti, per raccogliere maggiori informazioni e dettagli sulla clamorosa rivelazione contenuta in un’informativa del vice questore di Macerata Marcello Gasparini, risalente allo scorso 20 luglio. Un’annotazione finita nel fascicolo del Pubblico ministero e che nelle scorse ore è diventata di dominio pubblico dopo il deposito degli atti e la chiusura delle indagini da parte della Procura. 

L’informativa del poliziotto, che è componente della commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale di Ancona, nasce da una confidenza ritenuta attendibile secondo la quale «ai funerali di Emmanuel Chidi Namdi sono intervenuti membri della setta Black Axe, riconoscibili perché tutti indossanti abiti dal colore rosso e nero, al verosimile fine di rendergli manifestamente - per chi ne conosca gli abiti di rito - gli onori». La stessa fonte  avrebbe detto al poliziotto anche che «la loro presenza rivelerebbe che il deceduto faceva parte della stessa confraternita e che, come noto, si tratta di un gruppo molto vendicativo». 

Allegate all’annotazione di servizio ci sono due fotografie tratte dal web e una ventina di pagine in cui si descrive per filo e per segno il fenomeno dell’associazionismo in genere  sulla confraternita denominata Black Axe. Se l’informativa, contenuta nel fascicolo del caso Mancini, ha dato lo spunto per aprire un nuovo fascicolo per associazione a delinquere ex articolo 416 del codice penale, sono ormai chiuse le indagini sull’omicidio di Emmanuel che vedrà alla sbarra l’ultrà fermano Amedeo Mancini. Ma quali risvolti pratici può avere ora quell’informativa sul caso dell’omicidio? Nessuna, visto che se anche si dimostrasse l’appartenenza di Emmanuel alla confraternita, cosa tutta da dimostrare, ciò non cambierebbe di una virgola quanto accaduto lo scorso 5 luglio in via Vittorio Veneto a Fermo. Tuttavia, gli avvocati difensori di Mancini potrebbero utilizzare le eventuali novità che emergeranno nel nuovo fascicolo sulla mafia nigeriana per meglio tratteggiare la personalità di Emmanuel, qualora ci fossero seri riscontri. 

Il caso, con la morte del richiedente asilo dopo l’accesa lite con Mancini, era tornato alla ribalta nei giorni scorsi, dopo l’infinito tira e molla sugli arresti domiciliari con i braccialetti elettronici, con la notizia del conferimento del Picchio d’oro alla vedova di Emmanuel, Chinyery, con tanto di successiva retromarcia della Regione. Ora questa informativa, respinta però dall’avvocato Letizia Astorri, che tutela Chinyery che parla di «un gruppo di giovani compagni del nigeriano vestiti con la fascia rossa perché simbolo della Nigeria. Vista la presenza, oltre che dei ministri, del più alto rappresentante consolare dell’ambasciata, tutti i partecipanti nigeriani vennero schedati. Come si può parlare di mafia?». Intanto sui social è ripartito il tam tam con tanto di insulti e accuse reciproche tra innocentisti e colpevolisti su un caso, quello dell’omicidio a sfondo razzista di Fermo, che continua a far discutere e a dividere l’opinione pubbliche.

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