Fermo, donna incinta di otto mesi minacciata da un tossico con un coltello

Mercoledì 19 Agosto 2020 di Sonia Amaolo
Fermo, donna incinta di otto mesi minacciata da un tossico con un coltello

FERMO - Donna incinta di otto mesi aggredita da un tossicodipendente, minacciata con un coltello da un ragazzo intento a trovare i soldi per procurarsi la dose. L’episodio si è verificato alle dieci di sera in via Pietro Nenni a Fermo. 

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E' partita la segnalazione al 112 e sono arrivate due pattuglie dei carabinieri a Lido Tre Archi. La signora aggredita stava buttando l’immondizia sotto casa, nei container vicino al ponte di collegamento con Porto Sant’Elpidio. Questo ed altri fatti degli ultimi giorni riaccendono i riflettori sullo spaccio di droga che il Coronavirus non ha mai stoppato.
 
Il giro
Il giro assicura lauti guadagni a bande organizzate e non riguarda solo la costa, tanto che tra il 14 e il 15 agosto a Montegranaro erano stati sequestrati 20,3 kg di marijuana nascosta negli scatoloni di un vecchio calzaturificio e a Montegiorgio un albanese era stato denunciato dai carabinieri mentre vendeva cocaina a una ventiseienne del posto. Solo nell’ultimo fine settimana sono state in servizio 69 pattuglie dell’Arma che, sulla lotta allo spaccio, ha imbastito tutta un’attività e negli ultimi anni ha sgominato organizzazioni criminali romene. Adesso, però, a dare le carte non sono più quelli dell’Est ma sono gli africani. Lo si vede a occhio nudo e la conferma del dato visivo arriva dal report della Direzione centrale per i servii antidroga sul 2020 che traccia l’andamento del narcotraffico. La cocaina domina in tutta Italia, i sequestri di polvere bianca nell’ultimo anno segnano un preoccupante +127%. 
I controlli
Le attenzioni delle forze dell’ordine nel Fermano, vertono in due direzioni: da un lato ci sono personaggi ben conosciuti, pluripregiudicati, più volte arrestati che continuano a reiterare i reati, gente che entra ed esce da galera con la stessa normalità con la quale la massaia va a fare la spesa. Dall’altro lato ci sono i giovani, anzi, i giovanissimi, sempre più invischiati in questi giri. Parliamo di ragazzini anche di 13 e 14 anni che si avvicinano a passo veloce al consumo e alla vendita di stupefacenti. 
I dati
Stando agli ultimi dati della Dcsa i corrieri della droga sono «in prevalenza di manovalanza extracomunitaria, per gran parte di provenienza marocchina, albanese, nigeriana, gambiana, tunisina e senegalese». Gli adolescenti ci sanno fare con internet, masticano bene le nuove tecnologie, si spiega così il loro crescente coinvolgimento perché l’innovazione è il cuore del business. La distribuzione ha cambiato registro. Internet, app e deep web sono la nuova vetrina degli spacciatori. Certe sostanze si vendono online e la piazza di spaccio è virtuale, è il social network. Cocaina ed ecstasy si possono pagare con una ricarica su PostePay o con un accredito di Bitcoin. A fare da tramite è un mercato grigio di siti online, i pusher 2.0 usano la messaggistica Facebook o WhatsApp per concordare prezzo, luogo di scambio e dose. 
Il modus operandi
In special modo il coronavirus e il lockdown hanno riscritto il modus operandi del galoppino tipo e da marzo la droga arriva a domicilio, facile-facile, come la pizza take away. Servizio completo, non rischioso come lo spaccio di strada. È questo il nuovo fronte contro il quale si trovano a lottare le forze dell’ordine, per questo sono aumentati i blitz nelle ore più impensate, irruzioni negli appartamenti e retate quando meno te l’aspetti, operazioni lampo e pattugliamenti in borghese. La situazione è in evoluzione, vanno avanti le indagini sulla marijuana trovata negli scatoloni dell’ex-calzaturificio veregrense. Chi ce l’aveva messa tutta quella roba lì?

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