Fermo, scattato il razionamento dell'acqua per la siccità: situazione critica in tutta la provincia

Martedì 28 Luglio 2020 di Francesca Pasquali
Fermo, scattato il razionamento dell'acqua per la siccità: situazione critica in tutta la provincia

FERMO - Sono scattate ieri sera le primi chiusure per mancanza d’acqua. I razionamenti per adesso riguardano quattro zone di Fermo (San Martino, San Girolamo, Cappuccini e Valdete) e i centri abitati di Grottazzolina, Santa Vittoria in Matenano e Servigliano (compresa la frazione Curetta). I rubinetti restano a secco dalle 22 alle 6.30 del giorno dopo. Al momento non è dato sapere quando dureranno le restrizioni, né se saranno estese ad altri Comuni.

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Quel che è certo è che l’acqua non c’è. Che le sorgenti sono secche e gli impianti di emergenza, da soli, non bastano più. Le chiusure notturne hanno creato un po’ di maretta tra Comuni. Quelli toccati dal provvedimento hanno cominciato a chiedersi perché proprio loro e a puntare il dito contro gli altri. Ma è durata poco. Perché la situazione è seria, per davvero.
 
Il Ciip, che nelle scorse settimane aveva più volte ipotizzato le chiusure, adesso che sono arrivate spiega che è l’unico modo «per garantire un’equa distribuzione della risorsa idrica disponibile». Cioè, per far arrivare l’acqua a tutti. Anche se non si sa ancora per quanto. Perché le previsioni, sul fronte meteo, non sono incoraggianti. I picchi intorno ai quaranta gradi previsti in settimana, se da una parte fanno la felicità dei vacanzieri, dall’altra preoccupano non poco. La campagna boccheggia. La mancanza di neve dello scorso inverno si sente, eccome. Le riserve d’acqua sono allo stremo. Il codice rosso del livello d’allarme è al terzo stadio, l’ultimo. Le interruzioni cominciate ieri sono «la prima fase di altri possibili, successivi interventi attivabili in relazione all’andamento delle portate sorgentizie, all’andamento climatico e alla domanda idrica da parte delle utenze», fa sapere il Ciip. 
I consumi
Che i consumi d’estate si impennino non è una novità. È il motivo per cui, almeno per adesso, s’è cercato di salvaguardare la costa, meta turistica messa a dura prova dal Covid, che per prima risente della penuria d’acqua, lasciandola fuori dai razionamenti. «Una crisi idrica che non ha precedenti», l’ha definita il presidente del Ciip, Giacinto Alati. «Se si arriva chiudere i rubinetti, è perché la situazione è gravissima», ha aggiunto. Il consorzio ha chiesto a Comuni e Prefetture di sensibilizzare i cittadini a non sprecare il bene tanto prezioso. Ha sollecitato ordinanze sindacali per intimare «di utilizzare l’acqua con oculatezza e per le sole esigenze igienico-potabili», vietando, invece, di usarla per innaffiare orti e giardini, lavare le auto, pulire strade e marciapiedi e via dicendo. 
Le ordinanze
Qualche Comune ha emesso l’ordinanza, altri ancora no. Il gestore ha pure chiesto ai vigili urbani di controllare che vengano rispettate e di sanzionare i trasgressori. Perché, dove non arriva il buon senso, subentra la legge. E le multe. Se la situazione non dovesse migliorare, cioè se non comincerà a piovere, non sono da escludere ulteriori chiusure. Quello che il Tennacola – l’altro gestore – cerca di evitare. Per ora ci sta riuscendo, ma anche lì la situazione non è rosea, con gli impianti di emergenza tutti in azione. Il presidente Daniele Piatti s’è preso ancora qualche giorno per decidere. L’obiettivo è riuscire a scavallare agosto. Anche se a settembre, con la ripresa delle scuole e tutto il resto, senza pioggia, non sarà tanto meglio. Le previsioni per i prossimi giorni non promettono niente di buono: sole e caldo torrido ci accompagneranno almeno fino al 10 agosto. E con il caldo aumenta il rischio incendi. Già nelle scorse settimane, i vigili del fuoco erano dovuti intervenire per spegnere un paio di campi distrutti dalle fiamme. Anche per loro si prospettano giorni difficili.

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